Are You Real?, “Songs From My Imaginary Youth”: la recensione

Are You Real?, “Songs From My Imaginary Youth”: la recensione

are you real?“Fiabe punk per combattere gli spiriti maligni” così Andrea Liuzza detto A. detto Are You Real? introduce le nove tracce del suo nuovo disco. Che si chiama Songs From My Imaginary Youth, in uscita il 16 gennaio 2017 per Sisma / Dischi Soviet Studio.

Punk, a dire il vero, forse è lo spirito (forse) ma non il suono, per lo più melodioso e collocato in qualche punto fra il pop d’autore e il rock. L’album è preceduto dal singolo We Are The Wild Things. Dal vivo Are You Real? si avvale delle chitarre di Alessandro Ragazzo e del laptop di Marco Agostini.

Are You Real? traccia per traccia

Song for a Stranger introduce all’immaginario di A., con un modo di fare tra il timido e l’aggressivo, con modalità rock ma una certa fluidità di fondo. Ci si inoltra in terreni più pop, anche con qualche tinta brit, con We Are the Wild Things, scelta come detto anche come singolo di presentazione.

Run ovatta l’ambiente e presenta un lato interamente melodico, con chiusa soltanto vocale ripetuta a loop. Lato melodico esplorato anche da Behind Your Eyelids, che però al contrario della canzone precedente si affida quasi del tutto a sonorità acustiche e ancor più notturne. Shaman Punk ritrova l’atteggiamento ribelle e un drumming decisamente cospicuo e con qualche influenza etnica.

Si torna alla calma con There Was a Man, cover di Tom Rapp, fiabesca e acustica, con un finale piuttosto sofferto. The Great Unknown invece apre qualche spiraglio psichedelico nel finale. I Kissed Alice ripropone discorsi molto melodici ed estremamente dolci. Si chiude con un anthem rock ma provocatoriamente anti-punk come spirito: I don’t wanna die young è un manifesto che porta un messaggio che non avrebbe trovato molto d’accordo i Ramones (ma neanche gli Who o i Clash, per dire).

Album molto vivo e consistente, quello di Are You Real? Il cantautore veneziano trova buone ispirazioni per comporre nove piccoli quadri da esporre in una buona galleria, che si visita volentieri.

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