Banda Rulli Frulli, “Il Mare dalla Luna”: la recensione

Banda Rulli Frulli, “Il Mare dalla Luna”: la recensione

Il Mare Dalla Luna è il nuovo, quinto album in studio di Banda Rulli Frulli. La band di stanza a Finale Emilia promossa dall’Associazione Mani Tese e nata all’interno della Fondazione C.G. Andreoli conta ben 70 elementi tra bambini, adolescenti, abili e diversamente abili tra gli 8 e i 25 anni: nota dopo nota e giorno dopo giorno hanno costruito i loro strumenti, li hanno pitturati e hanno dato vita a un progetto trascinante.

Nel nuovo album si contano ospiti come Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione, Cristina Donà, Luca Mai (Zu), Daniele Rossi (Gazebo Penguins), Stefano Pilia (Massimo Volume/Afterhours), Bob Corn, Emanuele Reverberi e La Banda di Quartiere. Anche l’immaginario sarà del tutto nuovo, con una cover tematica realizzata da Alessandro Baronciani e le animazioni live di Michele Bernardi.

L’ispirazione arriva questa volta direttamente dallo spazio, un luogo lontano e misterioso: lo spazio è un punto da cui guardare la Terra, le montagne o il mare da una diversa angolazione, affascinante e peculiare, che insegna che chi “sembra stare sulla Luna” è, a volte, più vicino e meno diverso di quanto possa apparire.

Banda Rulli Frulli traccia per traccia

Si parte da Il Mare dalla Luna, la title track, aperta da una voce chiaramente proveniente da una torre di controllo di un lancio spaziale, e presto rinforzata dalle percussioni che si diffondono su campi altrettanto spaziali. Il già citato Cerasuolo presta la voce a Dove dorme la Luna di giorno, che in parte riprende le sonorità del pezzo precedente, adattandole però a strutture pop-rock.

Cinquanta Urlanti si ricollega al disco precedente, con un atteggiamento fluido e movimentato. Cristina Donà, Stefano Pilla e Daniele Rossi conferiscono un’atmosfera molto drammatica a Linea d’ombra. Puro bombardamento all’inizio di Orsa Polare, che però poi si diffonde anche su quadri differenti, anche con l’aiuto della chitarra elettrica. Atmosfere più contenute e anche parzialmente folk quelle di Nobody Comes, con il contributo di Bob Corn.

Si va verso la fine con i movimenti frenetici di Astro.Nave, psichedelica e ritmata, e con la chiusura di Isola, con la Banda di Quartiere, in cui il drumming riprende il controllo, pur sostenuto da “colpi” di fiati.

Disco pieno e molto buono, quello della Banda Rulli Frulli, che riesce a conferire, anche con l’aiuto di ospiti eccellenti, nuove dimensioni alle proprie sonorità.

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