In breve: cinque nuove segnalazioni per te

In breve: cinque nuove segnalazioni per te

TRAKS ti propone cinque recensioni in breve: un pro memoria per lp ed ep che ti potrebbero essere sfuggiti.

Margo Sanda, “Delay”

Uscirà il 17 novembre Delay, esordio di Margo Sanda. Progetto musicale e visivo solista, nato all’inizo del 2016, di Margherita Capuccini, riunisce sei pezzi, che in sintesi, raccontano il percorso musicale avvenuto nel corso di un anno. La prima traccia è More, imperniata su una vocalità molto “aerea”, controbilanciata da un drumming quasi tribale. Molto più tranquilli i percorsi di Enjoy, malinconica a dispetto del titolo e scritta in punta di penna. Light Hat ondeggia su frequenze singolari, quasi orientali. Vuoto sceglie una ritmica molto più evidente e incisiva. Delay of viaggia su ritmi sincopati e su alternanze di pieno e vuoto. Languida e con qualche riferimento ai Velvet Underground la finale Malegola. Progetto interessante e dotato di originalità: Margo Sanda parte con il piede giusto, benché in un genere sempre più affollato.

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Los Defuntos, “ll mio universo irregolare”

Los Defuntos sono una band fiorentina nata nel febbraio 2016. Fin dall’inizio della sua attività il gruppo si concentra sulla realizzazione del suo primo album Il Mio Universo Irregolare, che unisce sonorità aggressive di stampo Rock e Punk con quelle più melodiche tipiche della scena Indie italiana. E infatti: il disco ha una partenza rock e piuttosto indie con Il mio finale inconcludente, apertura tirata e vibrante. Vorrei comprarmi un sacco di cose segue con altrettanta energia, con un recitato (anche se compresente con il cantato) che può far pensare a band come Il Teatro degli Orrori. Solo per i soldi segue con tecniche e tematiche simili, con lo sguardo puntato soprattutto sui lati oscuri dei rapporti interpersonali, con uno spirito punk ravvivato da intromissioni sintetiche. Qualche istante di calma con una più classica Avere troppo tempo, almeno nella prima parte. Altra aggressività, canti e controcanti si dispiegano in Arpie, mentre Spaccare le cose tiene alti i ritmi. Tutto quello che non sei opta per il lato melodico. Si chiude con Metà di ciò che vorrei e Non ci meritiamo niente, alternanze di forte e piano, di irruenza e calma. Elettrico ed elettronico, cantato e recitato offrono diverse frecce all’arco dei Los Defuntos, che si dimostrano portatori di canzoni robuste e ben scritte.

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Stage of Reality, “Stage of Reality”

Gli Stage of Reality pubblicano un nuovo disco, omonimo, per Rock Avenue USA. Stage Of Reality rappresenta il punto di svolta nell’approccio della composizione e della scrittura della band. A differenza di The breathing machines, interamente scritto dal chitarrista Andrea Neri, questo album è il risultato di un lavoro collettivo a cui hanno contribuito tutti i membri. Si parte da Spectral Drum Down, robustissima introduzione al disco con i toni di un metal che però non dimentica le radici del rock. Drumming in evidenza in una velocissima (sostanzialmente speed) Think Twice. Dopo Warlord con Blaze Bayley, ecco Not in Vain, pezzo fluido e drammatico. Evidente l’intento polemico della robusta Don’t Touch the Children, seguita dalla cover di Back to Black di Amy Winehouse, qui resa con l’aiuto della voce di Amanda Somerville. Pezzi come Legitimate Rage e Never offrono spazio e tempo a elaborazioni strumentali che a volte sconfinano quasi nel math. Si chiude con una veloce e potente Bad Religion, prima del remix di Dignity. Gli Stage of Reality provano ad ampliare lo sguardo con questo disco: ospiti di prestigio, testi che trattano argomenti di attualità (per esempio il caso di Stefano Cucchi). Il tutto sostenuto da sonorità metal a largo spettro, con ottime qualità di scrittura ed esecuzione.

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LeVacanze, “LeVacanze”

LeVacanze sono un duo elettro pop sannita formato da Giuseppe Fuccio e Giovanni Preziosa. Con alle spalle alcune esperienze in concorsi e manifestazioni, LeVacanze pubblicano un ep omonimo da cinque canzoni, aperto da Settembre Fun Club, pezzo di synth pop piuttosto straniante. Anche La Festa dei Blue Jeans conferma un modo di scrittura originale, inserito in sonorità sintetiche ma non fredde. Sprazzi di solitudine sintetica ne Il Centro Commerciale, seguiti da Penelope, già presentata come singolo, quadro pittorico su tinte notturne. Si chiude con il volo degli Aviatori, pezzo rarefatto e con una struttura in crescendo ritmico. Pensieri obliqui e soluzioni curiose fanno sì che l’ep de LeVacanze suoni decisamente originale. Una buona scoperta, con un probabile buon futuro.

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One Eyed Jack, “What’m I Getting High On?”

Nati nel 2014 in provincia di Brescia, gli One Eyed Jack hanno girato Italia ed Europa con il primo disco, l’autoprodotto Sea Plants Pollen. Il trio ha poi firmato con Fil1933 Group e ha pubblicato What ‘m I getting high on?, dieci pezzi con evidenti legami con la Seattle degli anni Novanta. Oneste dosi di post grunge colano dalle casse con Primetime, il pezzo di apertura. Buoni giri di basso e una certa oscurità di fondo caratterizzano Little Junior finally grew a beard. Soon Back Home è rappresentativa di un modo piuttosto hard rock di comporre. Rabbia trattenuta a stento e toni allucinati caratterizzano Shitting Blood. Sgrunt paga un tributo ai Nirvana, The Edge of the Soul rallenta e si fa oscura e misteriosa. Daily abuse prosegue con alternanze di stati rabbiosi e di down. Si corre parecchio con Drama Shit, uno dei pezzi più vivi del disco. Al contrario Washyall rallenta e ispessisce i suoni, mettendo in campo una potenza di fuoco notevole, pur schierata tutta sul lato oscuro del suono. Si chiude con Dog Fight, costruita su un buon giro di basso e stranamente intima. Benché sia ben chiaro dove la band abbia fatto provvista di suoni, il disco degli One Eyed Jack dimostra una personalità distinta e una certa forza interna.

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