Cromosauri, “Noiz!”: recensione e streaming

Cromosauri, “Noiz!”: recensione e streaming

I Cromosauri hanno pubblicato NOIZ! (Ghost Label Record). NOIZ! si presenta come “l’altra faccia” di Cromomito, il primo lavoro dei Cromosauri. Mentre Cromomito è strumentale e volontariamente caotico, il nuovo lavoro è composto da nove canzoni con influenze grunge e alternative, che si incentrano su situazioni di malinconia e di noia, analizzate da un punto di vista personale.

Cromosauri traccia per traccia

L’impronta dell’autoproduzione è ben presente fin dalle prime battute di Broken Green, che apre il disco con una certa dose di elettricità. Invece Acoustico tiene fede al proprio nome, pur tenendo alti ritmi e volumi e utilizzando i cori in modalità che fanno pensare al grunge (qualcosa di Jeremy e dei Pearl Jam traspare nel finale).

Loud recupera l’elettricità e presenta una struttura che lascia spazio alle volute fantasiose della chitarra. Friendly, scelta come singolo, dietro il primo impatto si perde in piccoli rivoli strumentali e anche ironici. Al contrario When Somebody Loses Himself adotta un’impronta malinconica e radicale, inserendo perfino un’armonica a bocca per aumentare l’impatto.

Più sciolta e ironica T-Rex, con qualche richiamo alle idee alternative di provenienza West Coast. P.A.L. rallenta all’inizio, per poi concludere in modo caotico e tempestoso. A proposito di tempesta, particolarmente ricca di tuoni e fulmini quella di Bad, dall’andamento piuttosto maniaco-depressivo. Si chiude con Chocolate, melodica anche se con drumming potente.

Detto che l’etica lo-fi del disco lascia qualche scoria di troppo, spesso c’è sostanza nelle canzoni dei Cromosauri, oltre a una buona energia che pervade tutto il lavoro.

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