I Luf, niente padri né padroni

I Luf, niente padri né padroni

I Luf hanno dedicato il loro ultimo lavoro, Delaltèr al viaggio dei profughi che cercano scampo alle miserie dei propri paesi d’origine per arrivare (quando riescono ad arrivare) sulle nostre coste (qui la recensione). La band ha risposto a qualche nostra domanda

Come nascono idee e concetti base di “Delaltèr”?

Nascono dal nostro sguardo sul mondo e dalla necessità di dire la nostra .

Il disco è uscito in doppia veste (diciamo “acustica e più acustica”?): da dove nasce questa scelta?

L’idea nasce dalla voglia di dare più facce alla stessa medaglia, e di confrontarci con la materia minima e vedere se tutto funziona ancora .

La critica appunta sulla scena indipendente italiana una serie di critiche (non ultima quella di non esistere affatto come scena). Tuttavia mi sembra che sia l’unica a occuparsi di quella che è una delle maggiori tragedie del nostro tempo, cioè il dramma dei profughi, con lavori come il vostro oppure con toni del tutto diversi come quelli di Cato, di Flaco e molti altri. Non è possibile che proprio l’essere slegati da certi concetti e obblighi “da major” possano portare a un’attenzione maggiore alla realtà? Che cosa ne pensate?

Noi siamo da sempre lontani dalle “major” e facciamo fatica a entrare nel loro pensiero sempre ammesso che ne abbiano uno. Quello che per noi è naturale penso per loro sia un assurdo azzardo, difficilmente monetizzabile, essendo la loro logica il mero profitto mi pare ovvio che non possano permettere ai loro artisti di trattare simile tematiche, sicuramente poco remunerative. Al contrario noi abbiamo il privilegio di non avere né padri né padroni e tantomeno padrini per cui facciamo ciò che ci pare giusto e non ciò che “paga”.

Come nasce “Ave Maria Migrante”?

Nasce dal vedere processioni di gente che va in chiesa e poi vota Lega, recita il Padre Nostro e poi vorrebbe che tutti i migranti morissero in mare per non aver fastidi. Nasce quindi dall’esigenza di ricordare ai Cristiani praticanti e non che Cristo era un migrante per giunta clandestino e sua madre la madre di esule fuori dal suo suolo.

Perché avete deciso di proporre una vostra versione di “Camminando e cantando”?

Avevo un fratello che adorava Sergio Endrigo, ora è sepolto in Brasile e questa canzone è una delle canzoni più popolari del Brasile. Io l’ho conosciuta grazie a Gian Maria Testa e alla sua versione in teatro con Erri de Luca. E’ quindi un omaggio a due belle persone al mio fratellone e a Gian Maria uno dei migliori cantautori che l’Italia abbia mai avuto.

Potete raccontare la strumentazione principale che avete utilizzato per suonare in questo disco?

La nostra strumentazione è da sempre quella popolare, tradizionale acustica dalle chitarre al violino, Fisarmonica, Cornamusa, Flauti , Banjo, Basso e batteria niente trucchi niente inganno solo roba genuina .

Potete descrivere i vostri concerti? Quali saranno le prossime date che vi vedranno coinvolti?

I nostri concerti sono fondamentalmente una festa , la gente viene per divertirsi , ballare staccare la spina per un attimo senza però sconnettere il cervello. Una delle cose più belle che ci hanno detto è che siamo terapeutici e dovremmo fare una convenzione con l’USL perché dopo i nostri concerti si sta molto meglio. Il prossimo concerto è il 7 Gennaio in Val Camonica faremo un concerto di la raccolta fondi per i terremotati.

Il più importante sarà il 2-2-2017 a Tabiago di Nibionno vicino a Lecco dove in teatro celebreremo il nostro 15° anno di attività, nello stesso posto dove abbiamo fatto il primo concerto il 2-2-2002 e il nostro decimo anniversario il 2-2-2012. Quella sera presenteremo un cofanetto a tiratura limitata contenente il 33 giri in vinile di Delalter. Chi è interessato deve correre a prenotarsi perché il teatro ha solo 250 posti.

Chi è o chi sono gli artisti indipendenti italiani che stimate di più in questo momento e perché?

Alessandro Sipolo, perché è molto molto bravo, onesto e un caro amico, i Lou Dalfin perché non mollano mai, poi onestamente non saprei chi citare perché il “morbo” si è diffuso anche tra gli indipendenti e essere indipendente non è garanzia di qualità, basta vedere la scena indie per capire quanta cacca diventa improvvisamente oro.

Potete indicare tre brani, italiani o stranieri, che vi hanno influenzato particolarmente?

Brani in particolare non direi artisti si, The Pogues, Munford and sons, Flogging Molly, IL Boss, I Clash , I Dropkick Murphys e molti altri .

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