Remo Anzovino: una notte che ti cambia la vita

Remo Anzovino, foto di Gianluca Moro

Il pianista e compositore Remo Anzovino ha recentemente pubblicato Nocturne, quinto album di una carriera già molto prestigiosa. Registrato tra Tokyo (JVC Victor Studio), Londra (Abbey Road), Parigi (Les Studios Saint Germain) e New York (Brooklyn Recording), è stato prodotto, registrato e mixato da Taketo Gohara, con gli arrangiamenti orchestrali di Stefano Nanni che ha anche diretto la London Session Orchestra.

Tra i musicisti internazionali di grande livello che hanno prestato la loro sensibilità al progetto, ci sono, tra gli altri, al violino cinese Masatsugu Shinozaki, primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Tokyo, l’armeno Vardan Grygorian, considerato tra i migliori interpreti mondiali di duduk e la francese Nadia Ratsimandresy, tra le maggiori virtuose al mondo di ondes martenot e Gianfranco Grisi, inventore del suo cristallarmonio e insuperabile nell'arte di suonare il vetro. Abbiamo intervistato il musicista, nato a Pordenone ma di origini napoletane.

Comincerei dal titolo e quindi dalla scelta della forma di espressione: perché il "Notturno"?

Ho scelto questa forma perché congeniale al racconto che volevo fare: una notte importante, una notte che ti cambia la vita perché dentro di te senti e comprendi alcune cose. Un romanzo sonoro che dura il tempo del disco e nel quale il protagonista è chiunque.  Il tema è la solitudine umana e contemporaneamente la bellezza della vita. Il notturno è una forma pianistica breve, appassionata , con una melodia immediata. Ne ho scritti 14 per descrivere tutte le sfumature delle emozioni umane, di un uomo che cerca di interpretare il tempo che viviamo, attraverso l'osservazione delle stelle.

Il disco è stato registrato tra Tokyo, Londra, Parigi e New York, quindi un vero disco "cosmopolita": è stato più complicato o più divertente da incidere? Ha assorbito un po' dello spirito delle metropoli incontrate lungo il percorso?

È stato semplicemente fantastico. Il disco è profondamente influenzato dai luoghi e le collaborazioni con London Session Orchestra e alcuni grandi solisti internazionali provenienti da culture lontane dalla mia rendono la registrazione per me imprevedibile e magica.

Come mai la scelta di un produttore a dir poco versatile come Taketo Gohara?

Taketo è un grande conoscitore di suoni "altri" ed ha grandissima sensibilità non solo come sound engineer e sound design ma proprio come essere umano. Sin dal 2012, quando produsse il mio precedente album di studio, ha creduto molto nella mia musica e tra noi si è da subito un legame di amicizia che va al di là del lavoro. Qualcosa di profondo. Devo molto a Taketo per la mia crescita espressiva sullo strumento e per aver costruito un disco importante, “Nocturne” appunto, dal punto di vista del suono e delle strutture dei brani  cui abbiamo lavorato per molti mesi, con due fasi di preproduzione .

Per quello che volevo dire con questo disco era il produttore perfetto perché quando sentì i provini ne rimase profondamente emozionato. E questo conta molto.

Remo Anzovino: rinunciare a un desiderio per la paura del giudizio degli altri

Vorrei sapere qualcosa della composizione e dell'ispirazione alla base di "Galilei".

Ho immaginato Galilei vivere oggi, guardare le stelle mentre riceve un WhatsApp o mette un like sulla pagina di un artista. Forse lui oggi non cercherebbe risposte dalle stelle, ma troverebbe le domande che noi, forse, non riusciamo più a porci.

Ho pensato, poi, che tutti noi siamo stati in qualche modo, almeno una volta, Galilei. Non per aver trovato le prove di nessun sistema copernicano né avere detto a un giudice "mi sono sbagliato", per la paura di finire bruciato vivo dalle fiamme.

Ma per aver ognuno di noi rinunciato a un nostro desiderio o sogno per la paura del giudizio degli altri. E avere detto "mi sono sbagliato" pur sapendo che quel desiderio o quel sogno lo potevamo realizzare.

La scelta di introdurre nella seconda parte del brano il duduk armeno magnificamente suonato da Vardan Grigoryan ha un significato preciso: tutti guardiamo le stesse stelle da punti diversi del mondo e tutti viviamo le stesse emozioni .

Oltre a un grande lavoro sul cinema muto, le sue musiche sono state utilizzate da programmi come "Ballarò" e "Otto e mezzo": si è chiesto come mai le sue composizioni, comunque dal sapore classico, siano così richieste da programmi che si occupano di stretta attualità?

Bisognerebbe chiederlo a chi le sceglie. Forse perché in fondo non sono così classiche ?

Una curiosità: lei esercita, oltre che l'arte del musicista, la professione dell'avvocato penalista. Pur non senza precedenti illustri, che cosa tiene insieme due mondi apparentemente così lontani? E' complicato portare avanti le due carriere?

Porto due occhiali completamente diversi: uno per quando faccio avvocato uno per quando faccio la musica. Guardo alla stessa cosa - l'essere umano, così imperfetto, crudele e magnifico - con due occhiali diversi. Dal punto di vista psicologico è facilissimo, sono due grandi passioni - la musica e la penalità - dal punto di vista organizzativo alle volte è molto impegnativo. Ma la fortuna e il privilegio di vivere facendo ciò che ami non ti fa mai sentire la fatica come un sacrificio.

 

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