Jumping The Shark, un grande senso di nostalgia

Jumping The Shark, un grande senso di nostalgia

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I Jumping the Shark hanno pubblicato il loro secondo disco, Amami, per l’etichetta Bananophono. Registrato, mixato e masterizzato da Paolo Rossi presso “Studio Waves” a Pesaro nel febbraio 2016, rappresenta dichiaratamente un punto di apertura del duo verso sonorità più orecchiabili e una maggiore maturità nell’arrangiamento e nella composizione dei brani. Li abbiamo intervistati.

Potete raccontare la genesi di “Amami”?

Abbiamo iniziato a scrivere l’album a maggio 2015. Periodo in cui io (Leonardo Antinori) sapevo che avrei lasciato Firenze a breve e mi sarei trasferito a Bologna. E’ un album che parte da un grande senso di nostalgia verso la casa e le esperienze passate con i vecchi amici. Tutte cose che si sono allontanate in un modo o nell’altro da quando è iniziata l’università.

A dispetto dei coltelli della copertina, il disco non appare sempre aggressivo o affilato, ma anzi piuttosto sfaccettato. Quali sono state le vostre sensazioni durante la scrittura e la realizzazione delle canzoni?

Come dicevo, la composizione del disco è iniziata a maggio 2015 ed è terminata nel dicembre dello stesso anno. L’idea era di fare un lavoro più groovy e orecchiabile ma senza perdere la ruvidità che ci ha sempre caratterizzato.

Quali sono state le difficoltà maggiori che avete incontrato nel realizzare il disco, se ce ne sono state?

E’ stato un disco più complicato da comporre rispetto ai precedenti, perché in passato era tutto affidato alle distorsioni e al pestaggio. Mentre qui abbiamo voluto privilegiare le melodie e le metriche vocali.

ome nasce “Dimmi quando verrai a casa”?

“Dimmi quando verrai a casa” è stato il primo pezzo scritto dell’album, è l’unico pezzo che è stato composto quando ancora ci trovavamo entrambi a Firenze, per il testo mi sono ispirato alla canzone “A casa” di Fabri Fibra, contenuta nel suo penultimo album “Squallor” uscito appunto ad aprile 2015.

Potete raccontare la strumentazione principale che avete utilizzato per suonare in questo disco?

Per la registrazione del disco abbiamo usato semplicemente chitarra e batteria, più una tastiera giocattolo effettata per qualche sovraincisione. Il disco è un po’ più morbido rispetto al live ma volutamente, volevamo che avesse un sound radiofonico.

 

Potete descrivere i vostri concerti? Quali saranno le prossime date che vi vedranno coinvolti?

 

I concerti sono energia, zozzume, parolacce, solite robe schifose. Le nostre prossime date (con cui chiuderemo il mese di aprile) sono:
21 aprile – Linoleum (Milano)
22 aprile – Bar Portico (Reggio Emilia)
28 aprile – Soul Kitchen (Fermo)

 

Potete indicare tre brani, italiani o stranieri, che vi hanno influenzato particolarmente?

 

Tre brani che ci hanno influenzato particolarmente in fase di scrittura sono stati: “A casa” di Fabri Fibra, “Smooth Sailing” dei Queens Of The Stone Age e “Ecailles de lune” di Alcest.

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