LeSigarette, “La musica non serve a niente”: la recensione

LeSigarette, “La musica non serve a niente”: la recensione

LeSigarette pubblicano La musica non serve a niente, secondo album per il duo romano. Jacopo Dell’Abate e Lorenzo Lemme, cresciuti in vari ambiti nella scena musicale indipendente romana, hanno un background è fatto di produzioni musicali indipendenti, di bande di strada e busker, cabaret musicali, spettacoli improvvisati e parate.

Nella primavera del 2015 pubblicano il loro primo album 2+2=8, nove brani autoprodotti interamente grazie a una campagna su Musicraiser. Le ottime recensioni creano il terreno ideale per il loro primo tour, durato ben due anni con oltre cento live in tutta Italia. Il nuovo album La Musica Non Serve A Niente viene ripreso e mixato da Jacopo presso Fattoria Sonora tra dicembre 2016 e gennaio 2017 a Roma e masterizzato da Claudio Gruer al Pisi Gruer Mastering Studio.

LeSigarette traccia per traccia

Il disco si apre con la title track La musica non serve a niente, proclamazione-manifesto sia a livello di sound sia per un testo fintamente disimpegnato. Si prosegue con Siluro, in cui gli influssi jazz-math si amalgamano con un cantato quasi rap. Sorprende, nel duo, la capacità di inserire elementi “pop” in un contesto sonoro tutt’altro che lineare e prevedibile.

Capovolto apre con un giro di basso particolarmente serrato: il pezzo è leggermente più teso dei precedenti, con uno sfogo inevitabile nella seconda parte del pezzo. Si rallenta un po’ con Bicicletta, che mantiene un tracciato fluido e un atteggiamento narrativo, quasi da cronaca. Possono tornare in mente anche Eelst, non tanto per la provocatorietà dei testi, quanto per la varietà di influenze e i modi di costurire.

Si arriva al giro di boa del disco con Non peso niente, con qualche cambio nel cantato ma con un drumming piuttosto tempestoso. Appena svegliato si dedica di nuovo a situazioni quotidiane, più o meno, con qualche indizio più cupo e con un ritmo molto marcato. Non Generalizzare funziona a stop and go, con un ritmo sincopato e una chitarra acidella, parlando di immigrazione, di terre e di miti nazionali.

Si procede con Vaffanculo! un grido mitigato dal ritornello (che fa così: “Vaffanculo!/Parappappero pappà!”) nella canzone più allegramente arrabbiata del disco. Ultima canzone è Muoversi, che rimette in circolo drumming e ritmiche intense e vibranti, in un pezzo come sempre creativo e pieno di chiariscuri. Nonché pazzoide.

Il talento e la capacità di sorprendere de LeSigarette si confermano con questo secondo disco, che mettono nuovamente in evidenza talenti non comuni. Il sound si costruisce in modo uniforme ma la band trova sempre modi per sorprendere, girando angoli imprevisti e accogliendo influenze inaspettate.

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