Recensione: Velodrama, “L’eticAmorale”

Recensione: Velodrama, “L’eticAmorale”

La rock band romana Velodrama fa il suo esordio discografico con l’album L’EticAmorale, uscito per Latlantide e distribuito da Edel. Il disco, prodotto da Alex Marton, è stato anticipato da due singoli in radio: Io personalmente me ne frego, accompagnato da un clip  e I miei giorni d’ anarchia.

La band è formata da Stefano Pilloni (voce, chitarra ritmica), Flavio Gianello (c hitarra solista ), Corrado Ciaccia (basso) e Fabio Cesarini (batteria).

Velodrama traccia per traccia

Evoca fantasmi antichi mai troppo lontani Io personalmente me ne frego, che picchia piuttosto duro e introduce a un ambiente indie che farà da sfondo a tutto il disco. Il Patto delle Iene non abbassa la guardia, anzi alza i giri del motore con un drumming molto violento.

La chitarra apre L’eticAmorale, la title track, su toni moderati, anche se la canzone è destinata ad accelerare e a fare parecchio rumore più avanti. La struttura è quella del rock classico, i testi si occupano di temi d’attualità.

Idee più indie ne L’isola artificiale, che mescola ritmi e sonorità che originano nei ruggenti Nineties, con obiettivi polemici pescati per lo più nel dorato mondo dello showbiz. Qualche pizzico di indie si delinea anche nella calma apparente de I miei giorni d’anarchia, tra i pezzi più significativi dell’album anche perché dedicata a un amico scomparso, mentre Maddalena abbassa i toni in modo molto consistente, pur acquistando ritmo, cadenza e pathos con il trascorrere delle battute.

Compatta e costante l’onda di piena che infrange le rive con Sotto il letto, all’attacco del conformismo imposto dall’alto. La chitarra apre Lena, che ha la virtù di mettere in mostra sia le qualità melodiche, sia le attitudini rock più spinte della band, in un brano dalle sonorità stoner.

Non si cambia sonorità con Il Re dei Pagliacci, il cui testo però ha radici piuttosto solide nella tradizione musicale e letteraria italiana. Si chiude in acustico, con Le Tasche del Gigante.

I Velodrama non rinnegano del tutto le tradizioni del rock italiano, ma prediligono i suoni contemporanei e internazionali, per un disco a volte molto crudo e spesso piuttosto efficace.

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