Red Trees: “Give Love”, la recensione

Red Trees: “Give Love”, la recensione

Si chiama Give Love il nuovo disco dei Red Trees, band del nord dell’Inghilterra di stanza tra Sheffield e Nottingham, che ruota attorno al cuore compositivo costituito da Chris Beckett e Lou Richards, completato poi da altri componenti.

Sheffield è famosa per la produzione di acciaio, ma non c’è niente di così duro nelle canzoni dei Red Trees, instillate di folk e suonate con gentilezza, alla ricerca di contenuti profondi e sensazioni nascoste.

Red Trees traccia per traccia

Si parte con When The Rains, che evidenzia fin da subito una notevole somiglianza di timbro di Lou (che, è bene precisarlo visto il nome equivoco, è una ragazza) con la Dolores O’Riordan in versione più tranquilla. Tranquilla è del resto la canzone, come quasi tutto l’album. In Butterfly Shield a emergere è la voce maschile, accompagnata da un battito di percussione continuo e da un giro di chitarra insistito.

Torna in primo piano la voce femminile nella breve Mountain, mentre Wendy’s House aggiunge qualcosa in termini di intensità e pathos, pur facendo riferimento agli stessi elementi semplici di cui è costruito tutto l’album. Territori più desolati quelli che si attraversano con Driving Just to Drive, segnata anche da percussioni piuttosto nette e da un crescendo finale non del tutto atteso.

Dopo un altro passaggio veloce e morbido, quello di Like Wild Things, arriva un’altra canzone ricca di impatto come Northfields, chiusa da suoni di hammond. Si torna a chitarra, percussioni e voce, per lo più, per l’introduzione di Hearts, che ha un passo cadenzato piuttosto caratteristico e, come in altri pezzi, acquista ulteriori sonorità man mano che ci si inoltra nella canzone.

A chiusura del discorso ecco la diade Secret Garden e Garden, in cui si parte da un pezzo ritmato e con le percussioni in buona evidenza e si chiude con un altro brano a tutta morbidezza, con la chitarra acustica responsabile di gran parte dell’accompagnamento all’inizio, con tastiere e percussioni che però emergono in un secondo tempo, in tempo per innervare a sufficienza la canzone.

Assomigliano a piccoli boschi ricchi di fauna non aggressiva, le canzoni dei Red Trees, in cui si possono incontrare anche punti di buio ma senza perdere mai del tutto la strada. E al contrario della farfalla in copertina, il disco sembra essere piuttosto a fuoco, oltre che piacevole all’ascolto.

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