Sawara, “L’eccitante attesa”: la recensione

Sawara, “L’eccitante attesa”: la recensione

L’Eccitante Attesa è il titolo del nuovo album di Fabio Agnesina alias Sawara. Il disco segue “Il Tempo Supplementare” uscito nel 2014. Registrato e prodotto da Matteo Tovaglieri presso N’Core Studio di Lecco. Suonato da Fabio Agnesina, Matteo De Capitani, Maximiliano Di Stefano, Davide Galbusera. Con la partecipazione di Maurizio Consonni, Chiara Pezzotti e Mattia Scarpa. Disegni e grafiche realizzati da Marco Menaballi.

Sawara traccia per traccia

E’ bello anche aspettarti è la traccia d’apertura del disco, un discorso cupo che rimanda ai cantautori più noir. Aperture diverse quelle di Ananda, che inizia a inserire anche qualche elemento alternative country rock. Si viaggia tra Nick Cave e i Giant Sand anche con l’inquieta e inquietante EA, minacciosa e claustrofobica.

C’è il pianoforte ad aprire Vedo chiaro, una riflessione molto intensa e approfondita che stacca a livello sonoro mettendo la voce al centro del brano, anche se la seconda parte mette a fuoco un crescendo strumentale coordinato.

Si parte in intimità anche in Io deludo, che viaggia su binari oscuri. Molta maggiore pressione quella di Corri Johnny, altra canzone dall’aria maledetta, con attinenze con la new wave italiana primi anni 90. Il Soffitto raggiunge nuovi vertici di claustrofobia, anche se la seconda parte del brano si apre in modo più netto.

Alba ad Alba torna a profili rock taglienti fin dalle primissime battute, con riferimenti ai CSI. Si chiude con una rilettura (“Mena Rethinked”) di E’ bello anche aspettarti.

Un Godot con tracce di country rock, questo disco di Sawara. Il disco è significativo soprattutto per la qualità dell’ispirazione di alcuni dei brani centrali del disco, e comunque per la cura generale e l’omogeneità di testi e sonorità.

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