Statale107Bis, “Muri muti”: recensione e streaming

Statale107Bis, “Muri muti”: recensione e streaming


Si chiama Muri Muti il nuovo album della Statale107Bis, band che mescola ska, folk, rock, hard-swing. La band calabrese è all’esordio ufficiale dopo un primo disco live del 2009. Pur mantenendo un contatto strettissimo con le sonorità, l’energia e gli scenari della loro terra, trovano vita propria e linfa vitale nella continua sperimentazione che contraddistingue le loro produzioni.

Statale107bis traccia per traccia

Si parte da Randagio, sporca di funk e con un cantato che impasta volutamente. C’è invece un po’ di Alan Sorrenti in una molto curiosa e quasi neomelodica Lui lei e Saturno. Bar Betta è invece uno strano tango, venato di malinconia ma con un twist finale pressoché progressive sorprendente.

Si vira sullo swing con Muri muti, la title track che mescola sax e chitarra elettrica. Con Fumo ci si inoltra in atmosfere da jazz club, con un’aura vintage ingentilita dalle tastiere. Si torna al funk, con qualche tocco gypsy, con La scimmia, scelta anche come singolo di presentazione dell’album.

Pena d’amor rimescola di nuovo le carte, buttando del reggae sulle trame calabro-balcaniche del pezzo. Anche Sinfonia per cicale prende la strada verso l’est europeo, con qualche influenza di Carosone. Dopo l’intermezzo Flashback ecco Questo deserto, in cui si mescolano anche lingue e dialetti.

Si viaggia verso il finale con l’ “orchestrale” Morra e con Ratto recidivo, vivace e ironica e disordinata. Il pezzo di chiusura è Tubo rivelatore, con un pianoforte da saloon e una fanfara allargata e slabbrata.

Originalità e creatività sono piuttosto cospicue sulla Statale107bis. La mescolanza di generi risulta in un pastiche di buon interesse.

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