TMO: “Naturale”, la recensione

TMO: “Naturale”, la recensione

TMO, ovvero Turi Mangano Orchestra, è il nuovo progetto in cui Rosa Mangano, cantautrice che aveva deciso che con la musica poteva bastare così, è stata coinvolta. L’esordio si chiama Naturale ep e raccoglie sette canzoni.

A dispetto del nome della band, parliamo di rock con caratteristiche indie e cantautoriali mescolate. Insieme a Rosa Mangano troviamo Marco Annichiarico, poeta e giornalista, con tre studenti del Conservatorio di Messina. Il risultato è senza dubbio interessante.

TMO traccia per traccia

La traccia iniziale è Naturale, lento incedere e sonorità attutite, con un crescendo finale che si irrobustisce gradualmente raggiungendo vette non prevedibili da subito.

Al contrario L’assenza si fa rumorosa fin da subito, con un drumming molto incisivo e intenso, a far contrasto con la voce, sempre gentile ed elegante. Si prosegue con Lou Reed, cut-up applicato ai titoli di venticinque canzoni dell’ex Velvet Underground, in forma di omaggio, con pianoforte.

Il geco assume invece una forma narrativa, accompagnata da sonorità che alternano momenti di calma con intensità tempestosa. Carovane sposta il discorso nelle pianure dell’Ovest americano, senza cedere però alla tentazione di imitare le sonorità locali.

Si prosegue con la morbida Pesci, la cui soffice coperta è però sconvolta da esplosioni improvvise è sempre dietro l’angolo. Il brano, come altri del disco, riesce ad aumentare in modo totale il volume sia grazie alle qualità della voce di Rosa, sia per una batteria sempre in buona evidenza.

Si chiude con Irene, che di nuovo promette tranquillità con un pianoforte molto dolce a occuparsi di tutto l’accompagnamento sonoro.

Il mix di tradizione e sound più recente non è inedito, ma i TMO danno prova di saperlo praticare con competenza e buone idee. Il risultato è un album che non manca di profondità pur senza rinunciare a caratteristiche di piacevolezza anche esteriore.

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