Tusks, “Dissolve”: la recensione #TRAKSTRANGERS

Tusks, “Dissolve”: la recensione #TRAKSTRANGERS

Si chiama Dissolve ed è stato pubblicato da One Little Indian il disco di debutto di Tusks, ospite questa settimana di #TRAKSTRANGERS. La giovane songwriter inglese mescola il mondo elettronico con quello indie-pop. Dopo essersi fatta notare sul web con oltre un milione di ascolti in streaming, la giovane ha pubblicato nel 2016 False ep.

Emily Underhill (vero nome di Tusks) propone la propria singolare visione musicale. Grazie alla sua ricca immaginazione visiva e alla sua indole cinematografica, il disco – co-prodotto da Brett Cox – è il dettaglio brillante dell’opera di una giovane artista che racconta un viaggio che ha inizio sin dalla sua giovinezza.

Tusks traccia per traccia

Apertura molto eterea ed elettronica per il disco: è quella di For You, che ci proietta in un mondo sognante, morbido e discretamente malinconico. Si passa a un discorso più minimal con False, che si accentra sulle qualità della voce, prima che le strutture sonore emergano alla luce.

Più determinata e intensa Last, che fa leva sul drumming per creare un’ambientazione ricca di risentimento. Breve, molto pop e triste la title track Dissolve, che lascia spazio presto a 1807, in grado di muoversi quasi nel vuoto. Orizzonti molto vasti e parole sussurrate quelle di Paris, che apre una seconda parte del disco più desolata e cupa della prima.

Si prosegue infatti con Ivy, che ha caratteristiche simili alla precedente. Toronto si apre con battiti molto forti, alternando momenti di pieno e di vuoto e giocando sui chiariscuri. Anche con My Love si ha la sensazione di camminare in spazi vuoti, prima che London Thunder arrivi a chiudere il discorso, ancora planando su orizzonti minimali.

Esordio interessante e intriso di sonorità contemporanee, quello di Tusks. I numerosi contrasti tra elettronica, drumming e la voce calda della songwriter offrono opportunità che si tramutano in canzoni ricche di sensazioni e molto riuscite.

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