Weird, rivisitazioni di sogni agitati

Weird, rivisitazioni di sogni agitati

La band romana degli Weird nasce a Roma nel 2011. Da allora il trio ha inciso un paio di album, l’ultimo dei quali è A Long Period of Blindness, con marcati segni di shoegaze. Abbiamo rivolto qualche domanda alla band.

Partiamo dal vostro nome. Perché vi chiamate Weird?

A fine agosto 2011, proprio quando misi in piedi il progetto, trovai per strada un mattone di quelli che servono per tenere su i pali dei cantieri, ma spezzato a metà formava una specie di volto. Mi ricordava un totem. Me lo portai a casa e lo chiamai Weird. Semplicemente mi piaceva la parola scritta, quando l’ho scelta non pensavo fosse una parola così comune, poco più tardi abbiamo aggiunto il punto alla fine che aggiunge quel chè di definitività al tutto.

Prima suonavate in altre band?

La mia prima esperienza di band, a 14 anni, è stata una cover band dei Pink Floyd che non è andata oltre la sala prove, poi dai 16 ai 18 anni ho avuto un duo chitarra-batteria tipo Black Keys, finito dopo il primo disco. Giovanni suonava il basso in un altro gruppo. Per Massimiliano è stata la prima esperienza di gruppo, lui ha anche un progetto solista Blind Arrowheads.

Ci parlate dell’ultimo album, “A Long Period of Blindness”? Come è nato?

E’ nato come sempre nella mia testa, scrivendo la maggior parte dei pezzi con accordature diverse dal solito, e alcuni testi sono rivisitazioni di sogni agitati, la maggior parte sono ricordi, illusioni e speranze in forma astratta, altre ancora immagini sfocate di amori platonici. Come il primo disco l’ho scritto in solitudine nel giro di un anno scarso e poi lo abbiamo rifinito tutti insieme, ci è voluto quasi tutto il 2014 per registrarlo e mixarlo. È un disco che può essere considerato per lo più oscuro ma ha anche parecchie schiarite.

Cosa c’è di differente con Desert Love for Lonely Graves?

Dal punto di vista tecnico con A Long Period of Blindness c’è stato un netto miglioramento della qualità del suono registrato mentre in Desert Love for Lonely Graves ho registrato tutto da solo in modo molto lo-fi, con strumentazione limitatissima. Comunque sia Desert Love for Lonely Graves mi risulta ancora più oscuro e claustrofobico di A Long Period of Blindness, forse anche più compatto, mentre alpob è più diversificato. I pezzi sono stati scritti nello stesso modo in entrambi i dischi, ma in Desert Love for Lonely Graves mancano le accordature insolite e alcuni pezzi sono stati composti al piano.

Come prende forma la vostra musica?

Posso dire che soprattutto negli ultimi tempi ho un approccio più cerebrale alla musica, piuttosto che strumentale. Ci lavoro “in testa” e difficilmente registro subito qualcosa, li lascio crescere quasi da soli per mesi, aggiungendo qualcosa ogni giorno. Penso ancora di più al disco nella sua interezza, come una canzone unica dall’inizio alla fine, ma che muta in continuazione. Il prossimo disco, a cui sto lavorando da circa un anno, è scritto al 90% e molti pezzi sono stati composti al piano o su una chitarra acustica. ci saranno arrangiamenti più larghi e sonorità differenti, l’obiettivo è un “concept sonoro”, al momento è la mia bellissima ossessione quotidiana.

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