WYNS, “Life Happens”: recensione e streaming

WYNS, “Life Happens”: recensione e streaming

WYNSLife happens è il titolo del nuovo album dei WYNS su etichetta Bassa Fedeltà (The Shalalalas, Marvis, La distanza della Luna, ecc…). Nati nel 2009, i WYNS pubblicano nel 2011 “A place like this”, con il quale si fanno notare anche in Europa con la partecipazione al Bilborock di Bilbao e in Italia suonando in diversi locali. Ora la band torna con questo concept album prodotto da Martino Cuman (Non voglio che Clara), registrato da Andrea Cajelli presso La Sauna Recording Studio e pubblicato dall’etichetta romana Bassa Fedeltà.

WYNS traccia per traccia

Si parte da Salad Days, ballata rock con qualche tratto acidino, che fa chiaramente riferimento al rock dei 90s come anche ai suoi progenitori. La robusta Lazarus raddoppia le sensazioni, operando un salto di qualità a livello di volumi, imbevendosi di blues ma lasciando andare qualche saetta psichedelica sul finale.

Più leggera e fluida Paris, un po’ malinconica ma anche agile nel suo procedere. Più determinato il passo di Why Don’t You, classico rock d’impatto. Meno classico l’approccio di Johnny, che media un drumming rumoroso con altre sonorità più sfumate, anche se l’effetto complessivo è quello della sfida all’OK Corral.

The Dead Man Song trasforma il tutto in una murder ballad dalle lunghe falde. Aria che non si fa più leggera con Daily Dream Routine, mentre In the Back of My Mind si solleva di qualche palmo, anche grazie al cantato.

The Dream you made osserva strade acustiche, evocando idee folk, però robuste. Il disco chiude le porte con Spinning Around, brano veloce e abbastanza acido che rappresenta una cerniera ideale per un album molto vivo.

Il disco è ben suonato, ricco di buono spirito e di buone idee. Gli WYNS confezionano un album piacevole ma anche intenso, senza perdere per strada qualità come l’ironia, oppure lo sguardo di chi ha già visto molto.

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