A sei anni dall’ultimo lavoro sulla lunga distanza, gli Zu tornano con un nuovo disco, Cortar Todo, pubblicato per Ipecac – label di Mike Patton – con una formazione modificata che vede l’ingresso in pianta stabile di Gabe Serbian (dietro ai tamburi anche per i californiani The Locust).

Il nuovo album arriva dunque dopo un lungo periodo di silenzio, seguito all’apparente disintegrazione di quella che era un’unica mente dotata di tre corpi, con l’addio dello storico batterista Jacopo Battaglia, i lunghi viaggi e poi il trasferimento in Perù di Massimo Pupillo, mentre Luca T Mai è stato soprattutto assorbito dalla sua attività con Mombu.

Il silenzio è stato rotto nel 2014 con due lavori a organico ampliato, in cui gli Zu hanno ancora una volta dimostrato la vitalità che li contraddistingue: l’ep Goodnight Civilization in collaborazione con Mark Barney Greenway dei Napalm Death, uscito ad aprile, mentre a novembre è stata la volta di The Left Hand Path con Eugene S. Robinson degli Oxbow.

Cortar Todo delinea una continuità con questi due lavori usciti nel 2014, completando una sorta di trilogia sulla guerra: è infatti un concept album su un conflitto invisibile, ma non per questo meno presente nelle nostre vite, e indica chiaramente la volontà di tagliare con il passato, il rifiuto della realtà imposta da un principio acritico di autorità, la necessità di un rinnovamento totale, anche passando per la distruzione del mondo per come lo conosciamo.

Registrato a Bologna nell’estate del 2014 da Lorenzo Stecconi, Cortar Todo vede la partecipazione di un altro membro dei Locust, il tastierista Joey Karam, e del chitarrista dei Massimo Volume Stefano Pilia, oltre al già citato contributo, registrato in Amazzonia, della voce dello sciamano Shipibo Gilberto Mauha Ochavano.