Filippo Zironi, in arte Be a Bear, pubblica un nuovo video, quello di FUN, e lo presenta così: “C’è bisogno di venire da Brooklyn? Dai quartieri alternativi di L.A.? Dalla “Cisco” di Kerouac? Dai sobborghi underground di Liverpool? Da Spitalfields Market dopo aver mangiato un panino di carne d’agnello della macelleria ebraica? Dal canale dell’Ourc e i suoi capannoni di musica elettronica?”

“Per fare cose belle e come si deve, dico di no. Be a Bear viene da Bologna e nasce qualche mese fa da un’idea molto semplice: usare mezzi alla portata di tutti, in questo caso il web, i social e soprattutto un iPhone, per creare video e musica. Un sound elettronico dalle influenze rock a cui l’orso associa una scelta di immagini che diventano la voce, il catalizzatore dei suoi brani con una coerenza tale che pare provengano direttamente dalla musica stessa”.

“Un cerchio che si autoalimenta, in cui il motore sono le emozioni e le esperienze di vita che da essa scaturiscono e che a loro volta sono carburante del tutto ecologico per creare qualcosa di semplice e molto efficace. Be a Bear è un nome totemico le cui radici s’infilano in un viaggio fatto in Canada a contatto con il popolo indiano, la tribù dei Mohawk, il clan dell’orso; un popolo che non ha mai smesso di ascoltare la propria terra e Be a Bear, quando lo ascolti, è come se ti dicesse di ascoltare la Tua di terra”.