Bob Casale (1952-2014)

Della prima punk wave/new wave americana, i Devo sono stati tra i gruppi più originali e intelligenti. Cerebrali tanto quanto altri gruppi erano sanguigni, hanno provato a vedere la musica al contrario, non sempre con risultati eclatanti ma sempre con lucidità e talvolta in modo brillante.

Bob Casale e suo fratello Gerald formarono i Devo insieme ad altri due fratelli, i Motherbaugh (Mark e Bob) e ad Alan Myers. Tutti originari dell’Ohio, segnatamente di Kent e di Akron (oggi più celebre per aver dato i natali al cestista LeBron James). Una provincia rurale ma anche ricca di piccoli e solidi college.

Uno di questi è Kent State, nella cittadina di Kent: fu qui, a fine anni Sessanta, che Gerald Casale, insieme all’amico Bob Lewis, inventò per scherzo l’idea della De-evoluzione. Fino all’arrivo dell’uomo, la natura si è evoluta seguendo i principi darwiniani. Con l’uomo invece ha inizio la De-evoluzione, come ampiamente dimostrato dal comportamento dell’americano medio dell’epoca (e dell’abitante medio del mondo di oggi).

Da qui l’idea dei Devo, che i Casale fondarono nel 1972, con uno shock incancellabile alle spalle: fu proprio a Kent State nel 1970 che la guardia nazionale dell’Ohio sparò sui ragazzi disarmati che manifestavano contro la guerra del Vietnam, uccidendone quattro e ferendone nove. I Devo riconobbero nella sparatoria uno dei propri elementi fondanti.

Il primo singolo della band fu “Mongoloid” con “Jocko Homo” come lato B, in un epoca in cui di politically correctness nessuno aveva sentito parlare. Collaborarono anche con Neil Young e David Bowie, fecero molto rumore per una cover “decostruita” di “(I Can’t Get No) Satisfaction”, confluita poi nell’album “Q: Are We Not Men? A: We Are Devo!”.

Per un po’ fecero finta anche di essere un gruppo di soft-rock cristiano, i Dove (The Band of Love). Raggiunsero il maggior successo con “Whip it” del 1980. E poi continuarono, fra scioglimenti e riunioni, fra colonne sonore e ospitate australiane.

Bob 2, come si faceva chiamare Bob Casale, suonava la chitarra e anche le tastiere. Che fosse un tipo bizzarro è assodato. Che fosse un musicista di livello è testimoniato dal fatto che Andy Summers, quando finì l’avventura con i Police, lo volle come ingegnere del suono su “XYZ”, il suo primo disco da solista.