Born to love è il debut album dei Bytecore, in uscita per Shout!/Edizioni Cramps/Freecom. Il disco segue la pubblicazione del singolo Enemy, che ha accesso le luci sul nuovo capitolo musicale della band industrial post-apocalittica. 
 
Dal punto di vista musicale, influenze elettroniche e interventi industrial definiscono un progetto di ampio respiro internazionale, in un album, Born to love, che vuole sfondare le mura della musica nazionale tra maschere e scenari post-apocalittici.

Bytecore traccia per traccia

Human Hamster è un’introduzione al disco potente e vibrante, che fa pensare ai Muse, ma sviluppa caratteristiche molto più vicine a metal, math e hardcore.

Potenza dispiegata a piene mani anche all’interno di Game Boy, rumorosissima e piuttosto furibonda.

Molto battagliera e dinamica Demigod, che congiunge istinti molto rumorosi e una struttura del pezzo che prevede rallentamenti e tratti di corsa.

Non che si smetta di correre con Evil’s Ballad, altro pezzo che salta da un’atmosfera all’altra, pur mantenendo sempre alto il livello di minaccia.

Sviluppa un volume sonoro molto vasto Fire to Die, che si muove tra ispirazioni del metal classico e alternative più recenti (tipo Prodigy). Finale di pianoforte.

Broken apre con furore immediato, lasciando però spazi inquieti qui e là per il brano. Il cantato è frenetico, come nelle categorie più accelerate del metal e dello stoner.

Rapida, molto picchiata, ma anche con colori che svariano la seguente Revelation, che ha interessanti sovrapposizioni vocali. Humped Back rimette in luce la parte più fluida dei suoni della band, con qualche malinconia che si mostra sempre sullo sfondo.

Si sfarfalla parecchio nell’ipnotica Snowden, evidentemente dedicata all’omonimo whistleblower statunitense. Si va a caccia di nemici con Enemy, scintilla e incendio insieme di un pezzo particolarmente incendiario e violento.

La fine del disco è riservata a Sand Storm, ultimo assalto virulento e frontale, appena intarsiato di suoni sintetici e di voci orientaleggianti che si distinguono in mezzo al muro di chitarre.

Figli di influenze internazionali del tutto contemporanee, i Bytecore mettono insieme un disco esplosivo e potente, ma anche attento a dettagli e sfumature. Un debutto intenso e promettente.

Genere: alternative metal

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