Veronica Marchi, una vita in musica

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Di solito snobbiamo apertamente i concorrenti dei talent, non perché abbiamo qualcosa contro di loro, ma proprio perché siamo snob. Ma probabilmente Veronica Marchi, che è protagonista a X Factor proprio in questi giorni, merita un’eccezione. Una lunga gavetta alle spalle, condotta sia dal vivo sia su disco, e un’esibizione che le è valsa i complimenti di Manuel Agnelli (guarda qui l’esibizione su Walk dei Foo Fighters se non ci credi). Le abbiamo rivolto qualche domanda.

Puoi raccontare la tua storia fin qui?

Sono cantautrice da sempre, ho iniziato a scrivere canzoni al pianoforte quando avevo 9 anni, ho inciso tre album di canzoni originali, un disco di cover, 18 anni di live in tutta europa, premi vinti e sconfitte inenarrabili. Una vita in musica, sempre.

Come hai affrontato l’esperienza di “X Factor”?

Con curiosità. L’ho voluto fare per vedere cosa fosse, toccare con mano e scottarmi se necessario.

Che impressione ti ha lasciato sentire Manuel Agnelli che ha tirato in ballo paragoni importanti per la tua esibizione?

Impressionante. Non me l’aspettavo. Io lo adoro da sempre percui è stato come ricevere un complimento da un idolo nel poster che prende la parola. Meraviglioso anche nelle critiche, sempre sincero lui nelle cose che dice. O almeno a me arriva questo di lui.

Quali sono i tuoi progetti per il post-“X Factor”?

Mi piacerebbe uscire con un disco, ho scritto tantissimo in questi sei anni dall’ultimo album La Guarigione, per cui è tempo! Vediamo come andrà…

Chi è o chi sono gli artisti indipendenti italiani che stimi di più in questo momento e perché?

Mi ripeto negli anni ma un artista insuperabile per me è Niccolò Fabi. Poi seguo molto Paola Turci e Carmen Consoli da sempre, donne vere e grandi artiste. Mi piacciono molto, poi, alcune colleghe cantautrici dalla cifra stilistica esagerata quali Irene Ghiotto e Ilaria Pastore.

Puoi indicare tre brani, italiani o stranieri, che ti hanno influenzato particolarmente?

Domanda impossibile ma posso dirti Grace di Jeff Buckley, Venderò di Edoardo Bennato e Sangue del mio sangue di Niccolò Fabi.