Carlo Pontevolpe torna con Nessuna Via di Mezzo (Lift Records / The Orchard), un brano che affronta il tema della fine di una relazione, unendo sonorità elettroniche e riflessioni intime. Il singolo segna una nuova tappa nel percorso artistico di Pontevolpe, che dopo l’ironia di Non Ne Posso Più sceglie qui un registro più introspettivo, senza rinunciare al dinamismo ritmico che ne contraddistingue lo stile.
Un racconto personale che diventa universale
Il brano nasce da un’esperienza diretta dell’artista, che ha voluto tradurre un momento di crisi in un gesto creativo:
La mia relazione di oltre vent’anni stava attraversando un periodo difficile e c’è stato un momento in cui pensavo davvero che fosse finita. Quella sensazione di vuoto e rassegnazione mi ha spinto a scrivere. Così, alla prima occasione, ho preso la tastiera e ho cercato di dare forma a ciò che sentivo
Il risultato è un testo che riflette sulla quotidianità come filo invisibile che tiene unita una coppia, anche quando le emozioni sembrano spegnersi. Nessuna Via di Mezzo invita a non dimenticare il valore dei gesti semplici, quelli che costruiscono la vera intimità nel tempo.
Un sound tra elettronica e malinconia
Sul piano sonoro, Pontevolpe sceglie una direzione precisa: «Volevo un brano ancora più veloce di Non Ne Posso Più, per creare un contrasto netto tra la melodia malinconica e il ritmo. Ho usato strumenti elettronici per costruire l’arrangiamento, ma ho voluto ricreare anche delle chitarre elettriche, per dare un tocco più “umano” al sound».
Questo equilibrio tra artificiale e organico diventa la chiave del brano, che trova nella tensione emotiva la sua cifra distintiva. Non mancano, inoltre, piccoli riferimenti autobiografici: il titolo Domani, preso da una vecchia demo, ritorna nel testo come omaggio alla giovinezza e alla memoria creativa dell’autore.
Il videoclip e la visione estetica
Il singolo è accompagnato da un videoclip diretto da Tommy Antonini, videomaker e manager di artisti di rilievo nel panorama nazionale. Nel video, Pontevolpe affianca una sposa in versione dark che attraversa la periferia milanese, immagine simbolica di una relazione sospesa tra luce e ombra.
