Il nuovo singolo Dust dei Delta Del Rio apre la strada al loro primo album As My Eyes Do, previsto per il 4 novembre. Il trio formato da Ester Sampaolo, Miriam Sirolli e Gianleonardo Gentile si muove in una dimensione musicale elegante e meditativa, dove il minimalismo non è mai semplice sottrazione ma un atto di consapevolezza. L’obiettivo non è quello di scalare classifiche o adattarsi al mercato, bensì di costruire musica autentica, condivisa, essenziale.
Il significato di Dust: la polvere come simbolo di rinascita
In Dust, la polvere diventa metafora del tempo, dei rapporti e dei ricordi. Ma anziché restare ferma, si solleva, vibra, danza: è la materia stessa della trasformazione. Nel testo di Gianleonardo Gentile, ciò che copre può anche proteggere; soffiare via la polvere non è fuga, ma un atto di consapevolezza, un gesto che apre alla luce. Tre voci che si inseguono e si intrecciano, un arrangiamento caldo e pulsante e un fischio che attraversa il brano come un’eco del western italiano costruiscono un equilibrio fragile tra energia e malinconia.
Il suono dei Delta Del Rio: tra radici folk e ricerca collettiva
Rispetto alla dimensione più sospesa di Dewdrop, Dust mostra il lato più terreno dei Delta Del Rio: un brano ritmico, materico, che non teme di sporcarsi con la realtà. È frutto di un lavoro artigianale e collettivo, voce per voce, strumento per strumento, che restituisce una musica viva, respirata, fatta per essere condivisa.
Con il debutto As My Eyes Do, i Delta Del Rio proseguono un percorso di esplorazione sonora e umana, intrecciando armonie folk e sensibilità contemporanea. In questa visione, la fragilità diventa forma, la relazione si fa specchio e la musica diventa spazio di riconoscimento reciproco.
