Il nuovo singolo via lattea segna un nuovo passaggio nel percorso di centomilacarie, che prosegue il lavoro avviato con il suo album d’esordio IO, NESSUNO e con il singolo acqua santa. Il brano, prodotto da MACE e Francesco Massidda, sviluppa una narrazione che si concentra sulla figura di una donna costruita attraverso contrasti netti: fragile e determinata, smarrita e allo stesso tempo capace di elevarsi oltre i confini imposti dalle circostanze. La sua presenza si muove tra paesaggi notturni, desideri rimasti sospesi e tentativi di superare limiti che sembrano insormontabili.
In via lattea questa figura assume i tratti di una supereroina distante, impegnata a percorrere il cielo come se stesse attraversando un territorio solo suo. La distanza che mantiene rispetto al narratore non viene descritta come una scelta, ma come una condizione inevitabile, legata alla sua natura e alla sua aspirazione a librarsi sempre più in alto.
Per questa canzone mi sono ispirato ai fumetti di Invincible e alla serie animata. In quei giorni ero in studio: io e Cecco stavamo buttando giù qualche idea e abbiamo registrato una demo con una strofa su una supereroina. Era una stripper affascinante, insoddisfatta, stanca e finita in giri difficili, che si drogava sui macchinoni degli spaccini delle mie zone, per poi diventare una supereroina che sfrecciava nel cielo, nell’infinità della Via Lattea. Io, innamorato di lei, la vedevo irraggiungibile, perché io alla fine sono solo un mortale. La canzone però non ci convinceva. Odio il novanta per cento delle cose che faccio specialmente all’inizio, e quella ci sembrava quasi ridicola. L’ho mandata a MACE, che è un caro amico, come faccio sempre con le demo. Lui ne è rimasto colpito. Da lì io, Cecco e MACE abbiamo chiuso il pezzo e ci siamo divertiti un sacco a sentirci supereroi per un giorno.
Un equilibrio tra vulnerabilità, potenza e costruzione sonora
L’identità del brano si fonda su un contrasto costante tra intimità e slanci più ampi, senza mai eccedere né nella drammaticità né nell’immaginazione. La produzione fa leva su un impianto che amplifica il dualismo tra concretezza e astrazione: la voce si mantiene vicina, misurata, mentre l’arrangiamento costruisce uno spazio più ampio, creando una dimensione che sostiene la componente narrativa senza sovrastarla. Questo incontro permette al brano di mantenere una coerenza interna nonostante le immagini evocate siano legate a un mondo quasi simbolico.
La figura protagonista non assume il ruolo di un ideale irraggiungibile, ma di un riferimento che sfugge proprio perché segue un percorso che va oltre ciò che il narratore può comprendere o raggiungere. Ne deriva un racconto che rimane ancorato alla realtà pur lasciando spazio a proiezioni visive e simboliche che si muovono verso un immaginario cinematografico.
Il percorso dell’artista e il posto di via lattea nella sua evoluzione
La pubblicazione di via lattea si inserisce in un percorso che mostra una crescita costante, sia sul piano della scrittura sia su quello della costruzione sonora. centomilacarie, nato nel 2004 e cresciuto tra violino, chitarra e pianoforte, ha costruito un linguaggio che unisce riferimenti differenti: dalla tradizione videoludica di Final Fantasy fino al lavoro di artisti come XXXTENTACION e Michael Jackson. Questo insieme eterogeneo si riflette nella sua produzione, che alterna brani costruiti sulla fragilità a momenti più legati all’esposizione diretta delle proprie esperienze.
Le precedenti pubblicazioni, tra cui Strappami la pelle a morsi, l’ep neanche anch’io, notte vodka e la collaborazione nel brano NON MI RICONOSCO di MACE e Salmo, hanno definito un immaginario coerente che viene ulteriormente ampliato con via lattea. La partecipazione ai festival e il lavoro live, compreso l’IO NESSUNO TOUR, mostrano una presenza che si sta consolidando all’interno della scena contemporanea.

