essere pubblica Il mio amico, un singolo che si colloca in una dimensione raccolta e riflessiva, affrontando il tema delle assenze come esperienza quotidiana e stratificata. Non si tratta soltanto della perdita di una persona, ma anche dello sfaldarsi progressivo dei legami e di quella parte di se stesso che, con il tempo, diventa più difficile riconoscere. Il brano prosegue il percorso già avviato dal progetto, spingendosi verso una scrittura ancora più essenziale e concentrata sull’interiorità.
L’approccio narrativo è sobrio e diretto. Il mio amico non costruisce una storia lineare, ma si muove per immagini e sensazioni, restituendo un senso di sospensione che accompagna l’ascolto. La mancanza non viene spiegata né risolta: resta al centro del discorso come spazio emotivo da abitare, senza la necessità di una conclusione.
Un racconto sull’assenza e sul tempo
Il cuore del brano risiede nella riflessione sul tempo che passa e sulla trasformazione dei rapporti umani. L’assenza non è rappresentata come evento improvviso, ma come processo graduale, fatto di distanze che si allargano e silenzi che diventano consuetudine. In questo scenario, la crescita personale appare inseparabile da una solitudine silenziosa, che non cerca clamore ma richiede ascolto.
Il mio amico sceglie una scrittura che evita il sentimentalismo, preferendo un tono misurato, quasi dimesso. La nostalgia si intreccia alla consapevolezza, delineando un equilibrio fragile ma lucido. È una canzone che osserva ciò che resta, piuttosto che soffermarsi su ciò che è stato perso.
Il mio amico è una canzone che parla di ciò che resta quando qualcuno se ne va. Racconta la distanza, il tempo che passa e la sensazione di non sapere più dove sia finito un legame che sembrava eterno. Non cerca risposte, ma prova a restare dentro quella mancanza, accettandola.
Il percorso di essere
Il progetto essere nasce a Palermo dall’urgenza di trasformare esperienze personali e fragilità in un racconto che possa assumere un valore universale. La scrittura è diretta e viscerale, capace di attraversare generazioni senza ricorrere a sovrastrutture narrative. Tra cantautorato e sonorità alternative, l’identità del progetto si definisce nello spazio in cui la vulnerabilità diventa una forma di resistenza.
Nel contesto di questo percorso, Il mio amico si inserisce come un tassello coerente, che rafforza la dimensione intima già esplorata in precedenza. Il brano non amplia il discorso verso l’esterno, ma lo restringe, concentrandosi su un nucleo emotivo preciso e lasciando che sia l’ascoltatore a riconoscersi nelle sue pieghe più silenziose.

