La Collera: “Festa Molesta” in anteprima esclusiva su TRAKS

la collera

In anteprima esclusiva oggi su TRAKS c’è Festa Molesta, brano con cui La Collera prosegue un percorso narrativo fondato su rituali, ruoli e tensioni emotive. La band milanese sposta lo sguardo dall’osservazione dell’intimità del potere a una dimensione più ampia, in cui l’esperienza individuale si dissolve all’interno di una scena condivisa, instabile, difficile da decifrare.

Una festa come messa in scena

Festa Molesta utilizza l’immagine della festa come dispositivo narrativo centrale. Non si tratta di uno spazio liberatorio, ma di un contesto inevitabile e scomodo, dove la vita viene esposta come spettacolo continuo. In questo scenario, la morte assume i contorni di una danza forzata, la fragilità diventa elemento esibito e il dolore rischia di trasformarsi in giustificazione. La canzone osserva chi si sente schiacciato dal mondo e chiede comprensione, ma introduce progressivamente il dubbio come chiave di lettura dominante.

Compassione e sospetto

Il testo mette in discussione il confine tra empatia e autoassoluzione. La rabbia trattenuta che attraversa il brano trova una sintesi efficace nella domanda “perché dovrei crederti?”, che emerge come punto di rottura finale. Qui la compassione lascia spazio a uno sguardo critico, che non nega la sofferenza ma ne interroga l’uso, il peso e la sua trasformazione in alibi. La scrittura procede per immagini nette, senza concedere soluzioni concilianti.

Suono diretto e contrasto emotivo

Sul piano musicale, Festa Molesta conferma una direzione indie rock diretta e accessibile, sostenuta da un ritornello immediato che assume una dimensione corale. L’orecchiabilità apparente amplifica il contrasto con l’inquietudine del testo, creando una tensione costante tra superficie e profondità. La canzone funziona come un inno collettivo che coinvolge tutti, ma non risparmia nessuno, restituendo l’idea di una partecipazione obbligata.

Immagini, simboli e rito collettivo

Il videoclip rafforza l’impianto concettuale del brano, traducendo visivamente il senso di conflitto e appartenenza. L’artwork associato alla canzone, che ritrae un gruppo di lottatori uniti e pronti allo scontro, sintetizza efficacemente questa ambiguità: stare insieme non significa necessariamente proteggersi, ma spesso esporsi a una battaglia condivisa. La festa, in questa prospettiva, diventa il momento in cui si smette di esibirsi per gli altri e si prova a restare in piedi.

Festa Molesta è un brano che conferma la direzione musicale che abbiamo inaugurato con la precedente uscita, grazie a un suono duro e diretto ma che non rinuncia a essere orecchiabile; crediamo che anche ciò che brucia dentro un individuo può essere cantato insieme, rendersi rito collettivo

Pagina Instagram La Collera

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi