Se mai ci fossero stati dubbi sul perché l’Università degli Studi di Genova abbia deciso di dedicare un docufilm all’Assemblea Musicale Teatrale, a cinquant’anni dall’uscita di Dietro le sbarre, la serata del 31 gennaio al Teatro della Tosse (completamente sold out) li ha definitivamente dissipati. Sul palco, Gian Piero Alloisio, frontman e autore storico dell’AMT, affiancato da Gianni Martini e Bruno Biggi alle chitarre, Claudio De Mattei al basso, Claudio Andolfi alla batteria e dalla new entry Lorenzo Marmorato alle tastiere, ha dimostrato come le canzoni sappiano fotografare gli animi umani molto meglio di quanto spesso riescano a fare gli uomini stessi.
Quello andato in scena è stato molto più di un concerto: a partire dal ricordo di Alberto Canepa, cofondatore della band e anima inquieta della scena underground genovese, assente solo fisicamente ma presente in ogni passaggio della serata, fino alla storia personale di Alloisio e alle prime canzoni nate al Teatro Quartiere di Oregina grazie al padre “Cencio”, per arrivare poi alla consacrazione e agli spettacoli di grande successo. Ogni brano, ogni gesto sul palco, ha avuto il sapore della libertà e della resistenza.
Accanto alla band sono saliti sul palco anche ospiti che fanno parte integrante della storia dell’Assemblea Musicale Teatrale: Carlo Cialdo Capelli, Liliana Iadeluca e Piero Spinelli, già membri del gruppo, insieme alla giovanissima Gaia Martini che, al pianoforte, ha accompagnato l’ingresso in scena di Gian Piero Alloisio. In diversi momenti della serata hanno preso parte allo spettacolo, cantando, suonando o ricordando il passato, ognuno portando il proprio prezioso contributo alla narrazione.
La serata si è articolata come un vero e proprio viaggio nella controcultura degli anni Settanta: ogni canzone è stata introdotta dal racconto della sua genesi, del contesto storico e umano da cui era scaturita, in un continuo rimando tra il “presente di allora” e quello di oggi. Colpiscono, ma non sorprendono, i parallelismi che rendono drammaticamente attuale ciò che è stato scritto trenta o quarant’anni fa, come se l’attualità non fosse altro che un copione destinato a ripetersi ancora e ancora, un gioco di specchi che rende evidente come molte di quelle canzoni, riascoltate oggi, suonino persino profetiche.
In scaletta i brani più rappresentativi della loro produzione: Gli indiani, America, Marilyn, Ribellarsi è giusto, I ricchi, La nostra storia, Venezia, Lager, La fattoria degli animali, Fiascheggiatori, Mohammed, La rivoluzione c’è già stata. Ed è proprio America, il brano censurato da Meta a quasi quarant’anni dalla sua uscita, a farsi bandiera di una produzione che, quella sì, sembra oggi in via d’estinzione.
Non sono mancati i momenti più intimi e ironici, come del resto è nella natura dei protagonisti della serata. Alloisio, in grande forma, canta e interpreta, si allontana dal microfono quando è la musica a prendersi lo spazio, restituendo a ogni testo tutta la sua forza evocativa. Martini e Biggi suonano al suo fianco, in prima linea, raccogliendo l’affetto profondo di un pubblico che c’era allora e che continua a voler esserci, fino al momento corale che ha coinvolto l’intera sala in un canto collettivo, liberatorio e necessario.
Cinquant’anni dopo, quelle canzoni continuano a fare esattamente ciò per cui erano nate: disturbare e far sorgere dubbi. E ricordare che il presente, allora come oggi, non è mai neutrale.
La scaletta dell’Assemblea Musicale Teatrale
Non sparate sul pianista (con Gaia Martini)
Mimì
Carlo Marx
La fattoria degli animali
Festa
L’impotente
Gli indiani
America
Marilyn
Venezia
Ribellarsi è giusto
Lager
King
La rivoluzione c’è già stata
Non c’è lavoro
Fiascheggiatori
I ricchi
Mohammed
Canzone per Carlo
Siamo arrivati
La nostra storia
BIS
Tutto è spettacolo
Marilyn
Il testo e la musica di tutte le canzoni sono di Gian Piero Alloisio, tranne Lager di Francesco Guccini, il testo de L’impotente di Lorenzo Beccati, la musica di America di Gianni Martini, e la musica de La nostra storia di Bruno Biggi.
Le foto della serata di Daniele Modaffari

















