Disponibile su tutte le piattaforme digitali per Phonarchia Dischi, “Nuova Tempesta” è il primo album della band vicentina The Naked One. Il disco rappresenta il punto di arrivo di un percorso musicale iniziato nel 2009 e segnato da pause, sperimentazioni e numerosi cambi di formazione che hanno contribuito a una costante evoluzione sonora. Un cammino scandito da diverse pubblicazioni: Thirdroom (demo, 2010), Endless Party (ep, 2012), The Same Thing (singolo, 2012) e Bitter Cold (ep, 2014).
Prodotto e registrato nel 2023 da Cesare Madrigali (Cara Calma) presso Glotoneria Studio di Montichiari (BS), Nuova Tempesta è distribuito digitalmente da The Orchard e promosso da Conza Press. Non è soltanto il debutto discografico della band, ma anche il primo lavoro interamente in italiano e la prima uscita ufficiale sotto contratto discografico. Composto da otto brani cantati in italiano, l’album si muove tra pop e rock, lasciando però emergere le influenze delle esperienze passate della band, legate ai mondi del metal, dell’hardcore e del punk. Un mix che i The Naked One battezzano goliardicamente “sentimetal”.
The Naked One traccia per traccia
Il contrasto tra sonorità metal anche roboanti e un cantato che flirta con emo e indie è già evidente a partire da Stelle, che apre il disco con il drumming in particolare evidenza.
Melodie mascherate da rock ruvido emergono anche da Nuova Tempesta, title track piuttosto baldanzosa e d’assalto. Più moderati i toni di Cocci a rendere, che mantiene colori scuri per tutto il proprio percorso, sdoppiando le voci e aggiungendo cori.
Più aggressiva Piove, che si appoggia su chitarre fiammeggianti, con un cantato che si avvicina a modalità rap. L’energia rimane a livelli particolarmente alti con Polvere, che rumoreggia di batteria mentre canta la propria grinta e la propria dedizione.
Molto ruvida L’Ombra del Grifo, che dopo una prima parte molto intensa e anche cruda procede a una seconda più ragionata ma suonata sempre forte. Con Niente da temere si torna a orizzonti molto oscuri e si prosegue a esplorare tutta una serie di sottogeneri del metal, mentre la batteria rende molto evidente la propria presenza.
Si chiude, in modo appropriato, con Fine, che sorprende con sonorità acustiche, almeno sulle prime, anche se poi i ritmi decollano e tornano all’elettrico.
I modelli di riferimento di The Naked One non sono più molto di moda, ma la band vicentina non sembra farsene un problema: il disco che pubblicano è molto sincero e viscerale, suona forte e non se ne vergogna, e anzi si avvicina al contemporaneo con testi e cantato che arrivano piuttosto in fondo.

