Andrea Sannino torna con Spielberg, un brano che utilizza il linguaggio delle immagini per raccontare una storia privata, costruita sull’assenza e sull’attesa. La scrittura, condivisa con Mauro Spenillo, si muove su un piano narrativo preciso, in cui il riferimento cinematografico non è citazione ornamentale ma chiave interpretativa dell’intero testo.
Il titolo richiama esplicitamente l’universo del celebre regista e produttore statunitense, evocato come simbolo di una memoria che continua a proiettare scene anche quando la relazione è finita. La frase “comme a nu film ’e Spielberg” diventa così una metafora della persistenza emotiva, di quei ricordi che, come un film già visto, tornano a scorrere con la stessa intensità.
Scrittura e immaginario
Il testo di Spielberg alterna immagini quotidiane e suggestioni visive, costruendo un racconto che oscilla tra realtà e rappresentazione. L’assenza della persona amata non viene descritta in modo diretto, ma filtrata attraverso dettagli e frammenti, lasciando spazio a una narrazione più evocativa che dichiarativa. Questo approccio permette al brano di superare la dimensione autobiografica e di aprirsi a un’esperienza condivisibile.
La lingua napoletana rafforza l’autenticità del racconto, mantenendo un equilibrio tra intimità e universalità. Espressioni come “nun passa mai stasera, senza ’e te” condensano il senso dell’attesa e della mancanza, senza indulgere in toni enfatici.
Produzione e interpretazione
La produzione e l’arrangiamento, curati da Mauro Spenillo, si muovono su coordinate contemporanee, intrecciando suggestioni anni ’80 con soluzioni sonore più attuali. Il risultato è un impianto musicale solido, che accompagna la voce senza sovrastarla, lasciando spazio alle dinamiche interpretative.
Andrea Sannino affronta il brano con un’interpretazione misurata, capace di passare dalla delicatezza iniziale a momenti di maggiore intensità emotiva. La voce diventa strumento narrativo, seguendo l’evoluzione del testo e sostenendo il racconto senza forzature.

