La quiete oltre la finestra è il nuovo disco di Corrado Degliangioli: dieci canzoni che suonano come storie in chiave cantautorale. Ecco la nostra intervista.
“La quiete oltre la finestra” è un titolo molto evocativo. Cosa rappresenta per te oggi quella frase?
Oggi rappresenta quello che ha rappresentato allora, e cioè la consapevolezza della fortuna di avere la quiete oltre la finestra e al tempo stesso la consapevolezza che non tutti hanno questa fortuna.
Questo disco nasce da un periodo di lontananza e viaggio interiore. Quanto è stato terapeutico trasformare quell’esperienza in musica?
Non è esatto dire che è stato terapeutico, perché non sono guarito e non mi sono ammalato di più. Questa esperienza si è trasformata in musica in modo del tutto naturale, ovviamente ha influito molto, in generale.
Parti prima dalle parole o dalla musica quando componi?
Non saprei, anche perché non ho dei giorni prestabiliti per scrivere. Capita che per un mese non scrivo e non suono niente, come è capitato anche che in una settimana ho scritto e registrato due canzoni.
I pescatori è un inno alla libertà vista nel lavoro sul mare. Cosa ti affascina così tanto di quel mondo?
La libertà di quel mestiere. I pescatori sono anime libere, come il mare. Sono anche liberi di farsi inghiottire dal mare. Il mare è sempre così uguale e sempre così diverso.
Regina della Selva e altre canzoni sono dedicate a Silvana. Quanto la vostra storia ha influenzato la tua crescita artistica?
Tantissimo. È stata lei a regalarmi la mia prima chitarra ed è stato con lei che ho inciso la mia prima vera canzone. È stato molto importante per la mia crescita il nostro amore.
Il suono dell’armonica è forse il brano più doloroso: quanto spazio lasci alla speranza nella tua scrittura?
Il suono dell’armonica è stata scritta in mezz’ora, in un attimo di smarrimento. Non sono molto speranzoso, visto anche quel che accade nel mondo, però sono sicuro che un giorno il sole sorgerà da sé…
Hai lasciato gli studi per lavorare nell’azienda di famiglia. Ti saresti immaginato un futuro nella musica?
Lasciare gli studi è stato forse il mio più grosso sbaglio fino a ora. Non avrei mai immaginato un futuro nella musica, andiamo piano, a passo d’uomo.
Qual è la reazione che speri di suscitare in chi ascolta La quiete oltre la finestra?
È un album molto intimo, non cerco di dare messaggi e consigli o verità, anche perché non ce le ho neanch’io. Mi piace che ognuno ci veda quel che ci vuole vedere, in fondo è giusto così.

