Olivia Santimone, “Ciclopedonale”: la recensione

olivia santimone

Ciclopedonale è il nuovo disco di Olivia Santimone, chitarrista e cantautrice che costruisce un mondo onirico popolato da meduse giganti, sifonofori bioluminescenti, ciclopedoni a ruote e giganti che vegliano conversando di massimi sistemi.

Ogni brano è una tappa su una strada che non sai dove inizia né dove finisce, dove l’asfalto cambia continuamente stato: liquido, solido, caldo, freddo, sabbia e ghiaccio.

Olivia Santimone traccia per traccia

Un’Intro molto morbida e sognante apre il disco, con un’aria di sospensione che si fa più fitta. Leggermente più acida l’aria che si respira in Ciclopedoni, quasi title track soggetta a cambi di ritmo, in cui le tendenze dreamy iniziali diventano più variegate e dense, con il drumming che apre la strada a un brano curioso e sorprendente come una piccola suite neo progressive.

Ecco poi Sifonofori, altrettanto varia nelle influenze sonore e piuttosto calma: il sax e altri fiati prendono possesso del brano che piano piano affronta un decollo a livello di pathos.

Molto vocale Io e il Gigante, che moltiplica le voci per danzare con armonia intorno a una melodia costruita a spirale. Ancora i fiati sorreggono un recitato che si inabissa ed emerge, alternativamente, lasciando echi di sé.

A Triptania mescola rumori di fondo, parole al contrario, echi sparsi, risate. Si ritorna a percorsi più rettilinei con Sargran, che ha colori r&b mentre parla di tempeste e di sveglie che suonano. In un brano che in fondo celebra un ritorno a casa si prendono strade ampie e alternative, di nuovo sognanti.

Di scheletri nell’armadio e di lucidità si ragiona in 7, che avanza a balzi, cita i Pixies e si allarga in modo lisergico. La reprise di Ciclopedoni si veste di sonorità vintage e si arrampica sulle nuvole.

Prosegue Woland, che forse è il primo brano totalmente rispettoso della forma canzone, anche se la tendenza ad allargare gli orizzonti dal punto di vista musicale è sempre presente. Chiusura particolarmente cupa con Outro (Those who protect the land).

Sorprendente e fantasioso, il disco di Olivia Santimone si colloca bene nell’alveo degli album che non rispondono a nessuna tendenza particolare, che non inseguono niente se non la propria ispirazione.

E si direbbe che è la scelta giusta perché ne risulta un lavoro particolarmente libero, con qualche fascinazione retrò ma nessuna nostalgia. Anzi lo sguardo è in avanti, verso un futuro artistico particolarmente importante e ricco di promesse.

Chi è Olivia Santimone

Olivia Santimone è una chitarrista e cantautrice ferrarese che ama le pedaliere colorate, i videogiochi dark fantasy e le canzoni lunghe. Di natura distratta e disordinata, nella vita quotidiana come nella musica, quando scrive non sa mai dove andrà a finire. Il suo primo disco, Ciclopedonale, è la meta finale di un viaggio caotico quasi quanto lei, l’esplorazione di un mondo stravagante e onirico che, usando un po’ di immaginazione, non è poi così diverso dal nostro.

Genere musicale: avanguardia, art-rock, alternative

Se ti piace Olivia Santimone ascolta anche: Iosonouncane

Pagina Instagram Olivia Santimone

Iscriviti subito al canale Telegram di TRAKS 

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi