Si intitola La ragazza mia il nuovo brano pubblicato da D’Iuorno: un brano che racconta una disavventura e una dipendenza, proponendo il punto di vista di chi l’ha vissuta in prima persona.
Primo singolo del nuovo album del cantautore, la canzone racconta di un’avventura accompagnata da sirene elettriche e una scrittura originale, a tratti divertente e irriverente, che racconta una storia per molti comune, il ritiro della patente.
Il cantautore toscano, dopo la pubblicazione degli ultimi singoli “Firenze ci crede” e “Cosa vuol dire amore”, ha deciso di pubblicare un nuovo album. Il disco è una raccolta di brani inediti significativi che raccontano storie realmente vissute, scritte negli ultimi dieci anni. Si alternano sonorità rock ad ambientazioni più intime che raccontano in modo semplice e profondo l’anima dell’artista.
Era il 18 novembre 2023: quella sera ero andato con un paio di amici al concerto dei Diaframma a Campo di Marte a Firenze. Fu una serata rocambolesca e divertente con buona musica, buona compagnia e tanta birra. Tutto molto bello se non fosse che arrivato praticamente sotto casa con il mio scooter una volante dei carabinieri mi ferma e mi fa l’alcool test. Il mio tasso alcolico non andava affatto bene, era ormai il 19 novembre e mi avevano tolto la patente
Luigi Benelli di Maro racconta il vuoto e l’euforia in “La ragazza mia”
Realizzare il video di “La ragazza mia” per D’Iuorno non è stata solo una sfida tecnica, ma un’esigenza narrativa. Come regista e ideatore del progetto video, il mio obiettivo era trasformare un brano musicale in un’esperienza visiva capace di restituire la complessità psicologica di chi vive la dipendenza.
Visivamente, il video vive di un dualismo costante. Ho voluto impostare un taglio fotografico basato sul contrasto tra la simmetria assoluta e l’euforia distorta. Da un lato, abbiamo inquadrature dritte, rigide, dove Alessandro è immerso in una prospettiva che, paradossalmente, ne accentua l’isolamento. È il rigore dell’equilibrio che si scontra con il vuoto circostante: un soggetto solo, al centro di un universo che non risponde.
Per restituire la sensazione di “euforia” e alterazione, ho scelto di lavorare anche con il grandangolo in primo piano. Questa scelta tecnica deforma leggermente i tratti, portando lo spettatore dentro quella bolla di euforia artificiale, rendendo il video a tratti anche Punk.
Ho giocato con contrasti netti. Volevo che la luce non fosse solo estetica, ma emotiva e poi dei “flash”, quei ricordi frammentati che riemergono il giorno dopo.
Il montaggio segue questa dinamica, alternando ritmica e movimento a momenti di staticità assoluta. Si passa dalla frenesia, che simula il picco della serata, all’immobilismo della solitudine, quel momento in cui la musica si spegne e resti solo tu con te stesso.
Il titolo del brano trae in inganno, ed è proprio qui che risiede il cuore simbolico della regia. La “ragazza” di cui parla Alessandro non è una donna, non è reale. È l’incarnazione della dipendenza: l’alcol, le sostanze, quel legame tossico con il mondo della notte che ti corteggia e poi ti logora.
Nel video, lei appare solo attraverso brevi flash, dettagli sfocati, presenze incorporee. Non condivide mai lo spazio reale con il protagonista, perché è un fantasma della mente. Alessandro parla a lei, si rivolge a lei, ma in realtà sta urlando contro la propria fragilità. Ho creato un prodotto che non vuole solo accompagnare una canzone, ma raccontare un “anima”, esplorando le sensazioni dell’artista che mette a nudo il lato più oscuro.
Chi è D’Iuorno
Alessandro D’Iuorno, in arte D’Iuorno, nasce e cresce a Firenze. Il suo disco d’esordio Ho capito abbastanza esce nel maggio del 2012 per Controrecords e Newmodellabel, con distribuzione Audioglobe.
Un lavoro che viene accolto positivamente dalla critica specializzata e che gli permette di entrare in contatto con Giorgio Canali (autore e chitarrista CCCP,CSI, PGR)che lo ospita in apertura di alcuni suoi concerti durante il tour di presentazione del disco.
Da qui il rapporto tra i due inizia a stringersi, fino a portare ad una collaborazione per il nuovo disco Diversamente capace, in cui Canali assume la figura di produttore artistico ed arrangiatore. Il nuovo album è stato registrato tra lo studio Larione 10 di Firenze e la casa dello stesso Giorgio, ed è uscito il 12 maggio 2015.
Inizia il suo tour tra live e interviste radio. Le recensioni dicono che il progetto funziona, fino a quando a fine 2016 uno stop per problemi personali interrompe la sua corsa. Continua a scrivere, si rimette in piedi, ed è il 2018 quando conosce il bassista compositore Alessio Dell’Esto di Grosseto. Da lì inizia la collaborazione da cui nasce una raccolta di nuovi e vecchi brani, SS223.
Dopo la presentazione di SS223 arriva la pandemia che lo porta ad una nuova dimensione in cui inizia a sperimentare, fino all’uscita del singolo 1984. Nel 2024 pubblica il singolo “Firenze ci crede”, sulla Firenze popolare dove è cresciuto, fatta di tradizioni. Mentre inizia a lavorare a nuovi brani trascorre l’inverno sull’isola di Malta dove scrive Cosa vuol dire amore che decide di pubblicare come ultimo singolo a sé stante in uscita il 14 novembre 2025.
Il cantautore decide poi di lavorare al nuovo album, una raccolta di brani significativi dalle sonorità rock scritti negli ultimi dieci anni.

