Esce Aventine, nuovo singolo dei Klimt 1918, accompagnato da un video dalle atmosfere noir. Il brano anticipa Àmor, il prossimo album della band romana in uscita il 12 giugno, segnando un ritorno discografico atteso dopo un lungo intervallo.
Aventine si colloca in una dimensione sospesa, costruita su un equilibrio tra introspezione e tensione emotiva. La composizione si sviluppa come una pausa carica di significato: un momento in cui il flusso si interrompe e lascia spazio a una riflessione più profonda, lontana dalla velocità e dalla dispersione del presente. La band lavora su un immaginario sonoro coerente con la propria identità, fatto di stratificazioni shoegaze e aperture melodiche che non rinunciano a una componente emotiva marcata.
L’immagine evocata dal brano è precisa e funzionale alla sua costruzione narrativa.
Se “Aventine” fosse un colore, sarebbe una tonalità di cobalto. Avrebbe i toni freddi della notte e della luce lunare che filtra tra le chiome dei pini marittimi d’estate. È uno sguardo solitario dalla cima di una collina. È la città sotto, che dorme silenziosa e ignara
La scrittura insiste su una dimensione contemplativa, dove la sottrazione diventa elemento strutturale. Il suono si muove tra rarefazione e densità, accompagnando un invito implicito a rallentare e a preservare ciò che resta autentico, senza cedere alla pressione di un tempo percepito come frammentato.
Il suono e la direzione artistica
Il singolo si inserisce nel percorso che porterà a Àmor, disco concepito in un contesto di isolamento ma orientato, per contrasto, verso una riflessione sulla fisicità e sul contatto. Una tensione che si traduce in una scrittura capace di tenere insieme polarità opposte, senza risolverle in maniera definitiva.
La componente sonora di Aventine riprende e aggiorna i tratti distintivi del progetto. Le chitarre costruiscono ambienti stratificati, mentre la sezione ritmica resta essenziale, funzionale a sostenere una narrazione che si sviluppa più per suggestioni che per accumulo. L’impianto complessivo mantiene una coerenza con la tradizione shoegaze, ma evita derive nostalgiche, cercando invece una sintesi personale.
L’intero progetto dei Klimt 1918 si muove da sempre in questa direzione: un lavoro sulla percezione emotiva che non rinuncia alla forma canzone, ma la utilizza come spazio aperto, attraversato da immagini e tensioni.
Chi sono i Klimt 1918
I Klimt 1918 nascono a Roma alla fine degli anni Novanta da un’idea dei fratelli Marco e Paolo Soellner. Dopo un esordio legato a sonorità più vicine al metal, il progetto evolve rapidamente verso territori post-rock e darkwave, con riferimenti dichiarati a gruppi come Bauhaus, The Cure e Joy Division.
Nel corso degli anni la band costruisce una discografia coerente, a partire da Undressed Momento fino a Sentimentale Jugend, consolidando una presenza significativa anche fuori dall’Italia. Il nuovo capitolo discografico rappresenta una ripresa di questo percorso, mantenendo un’identità riconoscibile ma aperta a ulteriori sviluppi.

