Arrivano al secondo lavoro gli Universal Sex Arena: dopo l’esordio Women will be Girls arriva infatti Romancitysm, sette tracce piuttosto aggressive che mescolano rock, punk, blues e diverse altre soluzioni di vita.
Si parte piuttosto strano: ad aprire il disco è infatti la lunga Breathe the light, che inizia con un giro di basso e con un’atmosfera quasi orientale, ma è un inganno che dura piuttosto poco. A breve il ritmo accelera in modo bruciante, le sonorità cambiano fino a raggiungere un rock-blues dai molti strati.
Segue il singolo The Last Detroit’s Urbanist, che condivide con la traccia precedente una certa concitazione di fondo, mentre si rallenta e si ragiona di più con Sudden Donna, in cui la melodia prende il sopravvento.
Take my shirt off ritorna invece ad accelerare e ad alternare momenti di “pieno” e di “vuoto”, con la chitarra in grado di prendere il sopravvento nel finale del pezzo.
Eyes Yelling the Future fa perno attorno a un riff di chitarra e svolge diverse circonvoluzioni su un ritmo piuttosto tranquillo, per una volta.
The Ghost Town torna a giocare con le percussioni, con i ritmi, con l’onnipresente armonica a bocca e si piazza come uno dei pezzi più aggressivi di tutto l’album. Chiude The Legendary Healer, che si sposta su binari più tranquilli e più vicini a una ballata con appoggiato sul fondo parecchio blues.
L’interpretazione del punk rock degli USA è piuttosto estensiva e piuttosto fantasiosa: se è vero che del genere di Ramones e Sex Pistols la band conserva una certa furia originaria e la velocità, tutto il resto propende decisamente verso altri orizzonti.
Un ingrediente del tutto assente è la brevità dei pezzi: in almeno un paio di casi si sforano i nove minuti (e non sempre in modo del tutto giustificato).
Ma va riconosciuta alla band una forte volontà innovativa e nessuna paura di oltrepassare i limiti delle convenzioni. Questo e la fantasia profusa a piene mani nelle tracce valgono decisamente l’ascolto.
