In anteprima su TRAKS il docu-video di Manifesto sull’arte prima, a cura di Edoardo Setti, dedicato alla realizzazione del Manifesto di OPERA.
Dopo un’adolescenza passata a girovagare fra strade piene di musica e musica piene di strade (dall’HipHop alla canzone d’autore, dal rock psichedelico al reggae); dopo esser disceso negli inferi della sua generazione e aver divorato Heidegger, Kant e Warhol; dopo aver pagato dazio ad un tempo che non accetta tempo – come un guerriero senza spada, con lo sguardo dritto e aperto sul futuro – e aver pubblicato quattro singoli capaci di attirare l’attenzione di pubblico e addetti al settore, OPERA accorda le trombe dell’Apocalisse e prepara la Sinfonia finale di un disco d’esordio che farà parlare di sé, Manifesto di un nuovo modo di pensare la Rivoluzione aperto a chiunque (artisti, pubblico e addetti al settore) abbia orecchie per ascoltare e un cuore da far battere al centro del petto.
“Una luce che si accende nella notte più nera, regalando al mondo l’ultima occasione per non perdersi, il lume fioco attraverso il quale riscoprire l’immagine di sé stesso. Al chiarore della luna, ululano i lupi e si rincorrono gli sciacalli lungo la deriva dell’oscurità contemporanea, disvelando crepe e ferite più profonde, più vere: il sale non basta a risvegliare questi cuori assopiti, e il dolore ammutolisce di fronte alla nostra pelle d’acciaio, indurita dall’instancabile lavoro di fabbro che tempo e mode hanno esercitato su di noi. Vestiti di niente, niente ci difenderà dalla decadenza; rimane la Bellezza di un fiore cresciuto tra i respiri del cemento a segnare il confine di ciò che è e ciò che appare, a difendere una promessa vecchia di millenni, ultimo avamposto della nostra umanità a rischio: L’Arte Prima”.

