Albert Eno presenta Stay, brano pubblicato per Romolo Dischi con distribuzione fisica I.R.D. e distribuzione digitale Altafonte Italia. La canzone ruota attorno alla necessità di fermarsi e chiedere a qualcuno, e a se stessi, di restare. Il tema centrale è l’immersione nelle emozioni autentiche, anche quando emergono fragilità e parole difficili.
Il gesto di rimanere
In Stay il gesto del rimanere assume un valore preciso. Non si tratta di un appello generico, ma della volontà di non fuggire davanti a ciò che conta. Il brano affronta le dinamiche relazionali senza retorica, concentrandosi sulla tensione tra vulnerabilità e presenza.
La scrittura mantiene un registro diretto. Il pianoforte ha un ruolo centrale nella costruzione dell’atmosfera e diventa elemento portante dell’impianto sonoro. La struttura privilegia l’essenzialità, lasciando spazio all’interpretazione vocale e alla dimensione emotiva del testo.
Negli ultimi due anni ho suonato in tutta Italia con Frida Bollani, condividendo palchi, chilometri e musiche che hanno anche un po’ plasmato il mio modo di vivere le canzoni. Per questo ho voluto ripartire proprio da un pezzo in cui lei fosse presente. In Stay il pianoforte di Frida non è solo un accompagnamento: è lo strumento principale, il cuore emotivo del brano. Stay è un invito a rimanere, a non fuggire davanti a ciò che conta davvero, ed è il modo più sincero che potessi scegliere per aprire questo nuovo percorso artistico.
Produzione e collaborazioni
Il brano è prodotto da Albert Eno insieme a Ugo Bolzoni presso Moscow Mule Studio / Neven Records. Mix e mastering sono curati da Ugo Bolzoni. Testi e musica portano la firma di Albert Eno, mentre la copertina è realizzata da Giorgia Faccin.
Il pianoforte di Frida Bollani Magoni rappresenta un elemento strutturale della composizione, contribuendo a definire il carattere del brano senza sovraccaricarne l’arrangiamento. L’equilibrio tra voce e strumento costruisce una dimensione raccolta, coerente con il contenuto del testo.
Chi è Albert Eno
Classe 1980, Albert Eno si avvicina alla musica a undici anni studiando canto. Negli anni ’90 fonda con il fratello i Kismet, alternative rock band con cinque dischi pubblicati, tour in Italia ed Europa e il riconoscimento come Miglior Band al Tour Music Fest nel 2012 assegnato da Mogol. La band si esibisce anche all’O2 Arena di Londra e apre concerti per The Pretty Reckless e Omar Pedrini.
Dal 2018 intraprende il percorso solista, collaborando con Barley Arts come opening act per artisti internazionali quali Noah Gundersen, Stu Larsen e Charlie Winston. Con quest’ultimo realizza un tour in Belgio, esibendosi anche a La Ferme du Biéreau. L’incontro con Frida Bollani Magoni segna una tappa rilevante nel suo percorso, portando a una collaborazione che lo vede condividere il palco in festival come il Festival della Bellezza, il Camerino Festival, il Sant’Elpidio Jazz Festival, il Piacenza Jazz Festival e il Segesta Teatro Festival.
Dopo l’album solista Dark’n’Stormy, Albert Eno prosegue la propria attività con uno spettacolo in solo costruito su voce e chitarre. Attualmente lavora al secondo album, proseguendo una ricerca artistica incentrata su autenticità e relazione diretta con il pubblico.

