Alessandro Ponte: “Ti accompagno ancora” è il nuovo singolo

alessandro ponte

Ti accompagno ancora è il nuovo brano di Alessandro Ponte. La canzone parla del rapporto tra due persone che restano assieme per anni. Nata da spunti autobiografici, la nuova composizione fa riferimento a rapporti che durano a lungo, a volte a lunghissimo.  

Oggi “restare” con la propria compagna o il proprio compagno non è scontato, ha un significato che va oltre “l’amore”, così come lo si racconta tipicamente in letteratura, nella poesia o nella musica, il tempo lo trasforma e lo rafforza; quindi è difficile raccontarlo con le consuete metafore o con frasi d’amore che non siano già state cantate. 

Il brano è stato composto al pianoforte (che non è il mio strumento), è nata prima la musica come usualmente accade quando scrivo un brano; a seguito della prima idea musicale comincio a sviluppare il testo, naturalmente secondo il tema che è “suggerito” anche dalla musica. Gli accordi dell’armonia sono nati assieme a un motivo melodico che è presente in tutto il brano; la melodia è suonata in modo da apparire quasi “sinfonica” e l’arrangiamento è stato curato seguendo la stessa direzione. L’arrangiamento musicale e il mixaggio sono stati curati insieme ad Andrea Maddalone (grandissimo chitarrista, che lavora tra gli altri con Renato Zero) che ha dato qualità e “spessore” a ogni nota di ogni strumento coinvolto nella musica del brano”.  

Nel brano si fa riferimento ai momenti importanti che sono accaduti ma anche al tempo “prolungato” che si vive assieme, parlando della naturale trasformazione dei sentimenti che avviene con il procedere e lo scorrere degli anni.  

Come sempre il mio sforzo nello scrivere il testo, è stato nel comunicare i miei sentimenti in modo personale, non sapendo in realtà se ho raggiunto il risultato che volevo, e penso che non lo saprò mai

Chi è Alessandro Ponte 

Ha frequentato il Liceo Artistico Nicolò Barabino a Genova; laureato in Architettura all’Università degli Studi di Genova, ha lavorato nello studio di Renzo Piano (e alcuni altri importanti studi genovesi), ha collaborato con l’Istituto di Progettazione Architettonica della Facoltà di Architettura prima come Tutor e poi come Professore a contratto; nel suo Studio di Genova dal1989 svolge attività come architetto, occupandosi di progettazioni architettoniche, urbanistiche, restauro, architettura d’interni e design; ha avuto ed ha come committenti enti pubblici e società,  tra i committenti privati spiccano personaggi noti a livello nazionale (per esempio il restauro e ampliamento della Villa Corallina di Beppe Grillo a Marina di Bibbona (LI)) 

Ha cominciato a suonare la chitarra a 9 anni, senza lo studio del solfeggio e senza frequentare scuole o maestri di musica, ma imparando gli accordi e le note guardando suonare gli altri musicisti e utilizzando uno spiccato orecchio musicale che gli ha permesso di trasferire sullo strumento tutta la musica che ascoltava fin da bambino. 

Durante gli anni, per scelta, non ha mai partecipato a gruppi musicali, ha sempre suonato per piacere personale, da solo o con gli amici; soltanto per caso gli è successo di incontrare alcuni musicisti genovesi noti a livello nazionale con i quali ha suonato; per esempio ha suonato alcune volte in chiesa eseguendo brani classici con un noto violista della Filarmonica della Scala di Milano. 

Suonando con continuità negli anni musica di ogni genere, ascoltando bossa nova, jaz, pop, rock, cantautori e altro, sviluppa in sé una “forma musicale” molto varia. Nel passato non aveva mai composto brani completi, non mettendo assieme tutti quei “pezzetti” di idee che ha avuto negli anni trascorsi, fino a settembre 2025, quando ha pubblicato il suo primo (e ad oggi l’unico) brano; è una bossa nova dal titolo “Sofia non lo sa”; il brano è uscito su varie piattaforme musicali e ha ricevuto ottime recensioni e critiche su molte webzines e giornali del settore. A oggi sta componendo ancora e pubblicherà presto altri brani. 

Ama ideare ed elaborare la musica con molta attenzione al particolare, suonando la chitarra e, come dice lui “mettendo le mani” sul piano, occupandosi personalmente degli arrangiamenti musicali e delle note di ogni strumento coinvolto nel brano, collaborando direttamente con le figure professionali che sviluppano gli arrangiamenti con l’utilizzo dei mezzi a oggi a disposizione. 

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