Amalfitano annuncia Nulla in ciel, nuovo singolo che segna un ulteriore tassello nella sua traiettoria artistica dopo l’album Sono morto x 15 giorni ma sono tornato perché l’amore è e un tour indoor capace di registrare il tutto esaurito in diverse città italiane. Il brano riafferma la cifra espressiva del cantautore, sospesa tra introspezione, tensione spirituale e scrittura viscerale.
Nulla in ciel è un pezzo sincero e meditativo che si sviluppa in progressione: si apre con uno strumming di chitarra e la sola voce, per poi arricchirsi gradualmente con pianoforte e violini. L’ingresso successivo di batteria e basso accompagna il brano verso il suo culmine, mentre l’interpretazione vocale segue lo stesso andamento dinamico, mantenendo coerenza tra intensità emotiva e costruzione musicale.
Il cuore del brano è una riflessione sulla perdita e sul ritrovamento del “cielo” inteso come centro spirituale della propria vita. Amalfitano lo racconta così:
Il pezzo è una riflessione sulla perdita e sul ritrovamento del cielo inteso come centro spirituale della propria vita. Ho perso la fede nella salvezza del cielo, ma solo per aver visto il più bel sorriso della mia vita anche se solo per un istante, e poi nonostante un’intera vita che va a rotoli, sono salvo in qualche modo perché capisco che aver provocato quel sorriso mi fa dire che un ordine cosmico esiste e forse trovo pace lì dentro. Non è una canzone romantica, ma una canzone sul romanticismo
Il bisogno di senso
Il brano si muove dunque su un crinale sottile: non è una dichiarazione d’amore, ma una riflessione sul romanticismo come tensione metafisica, come bisogno di senso in un’esistenza che rischia di perdere orientamento.
A completare l’universo visivo del singolo è la cover, tratta da un fumetto realizzato dallo stesso artista e intitolato Il grande viaggio della grande canzone del grande mago ubriacone. Un racconto simbolico sulla nascita notturna di una canzone che viaggia verso luoghi sconosciuti, capace di far cantare e ballare, ma anche di interrogare su cosa siano davvero l’amore e la vita. Un’estensione coerente dell’immaginario di Amalfitano, dove musica, scrittura e arte visiva dialogano in modo organico.
Chi è Amalfitano
Amalfitano, nome d’arte di Gabriele Mencacci Amalfitano, è un cantautore e musicista cresciuto tra Roma, Cortina D’Ampezzo e Londra. Già voce e chitarra dei Joe Victor, intraprende un percorso solista che lo porta alla pubblicazione degli album Il Disco di Palermo e Tienimi la mano, Diva!.
La sua scrittura attraversa amori turbolenti, notti estreme e paesaggi interiori spesso al limite dell’assurdo, con un linguaggio ruvido e diretto. Musicalmente fonde il rock anglo-americano degli anni Settanta e l’alternative degli anni Ottanta e Novanta con una sensibilità pienamente italiana, costruendo brani in cui la vocalità potente e viscerale è sempre centrale.
Artista poliedrico, affianca alla musica un percorso nella scrittura e nelle arti visive: realizza quadri e disegni, esposti anche in una mostra personale a Roma con lo pseudonimo Zin Suddu, e collabora con Laterza Editori per lo spettacolo Mystery Train insieme ad Alessandro Portelli, un viaggio nell’immaginario americano tra racconti, poesie e folk.

