Un senso di sospensione attraversa Undefined, brano con cui BabyGrand Project avvia il proprio percorso discografico mettendo al centro il contrasto interiore e la difficoltà di riconoscersi in una realtà percepita come non autentica. La canzone nasce da un gesto istintivo e si sviluppa come un atto di liberazione, affidandosi a una scrittura che privilegia l’equilibrio tra immediatezza emotiva e costruzione formale.
Un conflitto intimo come punto di partenza
Undefined affronta un tema universale: la sensazione di essere intrappolati in una dimensione che non rispecchia ciò che si è davvero. Il brano non cerca soluzioni definitive, ma restituisce un’esperienza emotiva riconoscibile, fatta di tensioni irrisolte e desiderio di cambiamento. Il pianoforte guida la narrazione, fungendo da asse portante attorno al quale si sviluppano melodie non convenzionali ma accessibili, capaci di accompagnare l’ascoltatore verso un progressivo rilascio della tensione iniziale.
Scrittura melodica e istinto creativo
La genesi del brano riflette un rapporto diretto e non mediato con la composizione. L’idea nasce da un’improvvisazione pianistica, poi sedimentata nel tempo fino a trovare una forma compiuta. Questo processo conferisce alla canzone un carattere spontaneo, in cui la linea vocale e il testo sembrano emergere naturalmente dalla struttura armonica. La scrittura evita forzature narrative, lasciando spazio a un flusso emotivo che si costruisce per accumulo e sottrazione.
Undefined è nata quasi per caso, come una semplice sequenza di accordi al pianoforte in una piovosa domenica invernale durante il lockdown. Mi piaceva molto l’atmosfera che creavano, ma non avevo idea né della linea vocale, né tantomeno del testo. Per non perderla l’ho registrata immediatamente con il telefono. Dimenticata per anni, l’ho ritrovata mentre mi trovavo in metropolitana a Berlino: è bastato riascoltare quelle note perché la linea vocale e il testo emergessero subito. Per me rappresenta la magia e l’imprevedibilità del processo creativo, il momento in cui mi sono fidato dell’istinto e ho lasciato che fosse la musica a guidarmi.
Un’estetica sonora tra passato e presente
L’arrangiamento di Undefined si muove su un terreno volutamente lo-fi, recuperando un immaginario sonoro legato alla strumentazione analogica e ai microfoni vintage. Questa scelta non ha una funzione nostalgica, ma contribuisce a creare un suono che dialoga con il presente mantenendo un sapore retrò. Le influenze del rock inglese degli anni Sessanta, del brit-pop e della scena indie britannica si intrecciano in modo coerente, senza trasformarsi in citazione esplicita.
Un progetto che nasce dalle radici
BabyGrand Project rappresenta un ritorno consapevole alle origini musicali del suo autore, arricchito dall’esperienza maturata in anni di attività. Undefined funziona come dichiarazione d’intenti: un brano che mette al centro il suono, la melodia e la fiducia nell’istinto creativo, aprendo uno spazio espressivo in cui il contrasto interno diventa materia condivisibile.

