Shadows Collide” è il nuovo singolo di D.Guerrera, Il primo brano in inglese che si butta su tonalità rock crude, intime e arrabbiate. Ecco la nostra intervista.
Shadows Collide rappresenta una svolta nel tuo percorso artistico? Perché?
Shadows Collide rappresenta una svolta perché per la prima volta ho deciso di scrivere qualcosa che potesse essere compreso (a livello di testo) anche al di fuori dei confini italiani. Dal punto di vista musicale e interpretativo rappresenta sicuramente un’evoluzione di quanto fatto da me fino a ora, richiamando il genere post-punk e dark wave che adoro e miscelandolo con sonorità alternative. Non so se ci sia riuscito a fare questo mix, spero di sì.
Qual è la prima immagine che ti viene in mente pensando a Shadows Collide?
Ovviamente mi vengono in mente atmosfere cupe e ombre che si fondono tra loro. È quello che volevo creare, un’immagine visiva tradotta però in musica. La musica deve avere anche il potere di richiamare immagini, in realtà noi vediamo anche dalle orecchie
Come vorresti che il pubblico si sentisse dopo aver ascoltato il brano?
Vorrei che si sentisse emozionato e magari anche carico, vorrei lasciasse addosso una bella sensazione adrenalinica e mettesse voglia di cantarla e urlarla. Alla fine una canzone dovrebbe servire a questo, a smuovere delle emozioni che sono lì pronte a uscire.
Dal primo ep a oggi, qual è il salto più grande che senti di aver fatto?
Mi sento di aver camminato parecchio, ma soprattutto dal punto di vista di crescita personale. Penso di aver imparato tante cose da ogni punto di vista, tecnico, artistico e anche emotivo. Ho ancora tantissime cose da imparare e per questo sento di dover continuare ad apprendere e migliorarmi il più possibile
Condividere il palco con Pino Scotto e ricevere i complimenti di Piero Pelù: cosa hanno significato per te questi momenti?
Sono stati due bei momenti. Pino lo guardavo da bambino su MTV quando conduceva Database, è stata una bella esperienza e molto divertente stare al suo fianco. Per quanto riguarda Piero non potete immaginare l’emozione di sentirmi dire che un mio brano è bello dal frontman di una delle mie band preferite, penso che certe cose te le porti per sempre.
Il singolo in inglese apre a un pubblico internazionale: è un obiettivo preciso?
Sì è un obiettivo preciso. Il genere che mi piace fare si sposa benissimo con la lingua inglese, inutile girarci intorno. C’è da considerare poi che viene molto apprezzato soprattutto all’estero. Questo non significa che non scriverò più niente in italiano, ma sicuramente darò ampiamente spazio anche a brani con testo in lingua inglese.

