I Disorient Express presentano In apnea, primo tassello del percorso che conduce all’ep Aspettando il sole. Il brano si inserisce nel solco di una scrittura che utilizza immagini essenziali e simboliche per raccontare una condizione di sospensione emotiva, traducendo in musica quei momenti in cui la vita sembra togliere il respiro e costringere a fare i conti con ciò che pesa di più.
In apnea si muove all’interno di un ambiente sonoro rarefatto, costruito per restituire una sensazione di compressione e isolamento. La metafora del mare attraversa l’intero brano e diventa lo spazio in cui si riflettono fragilità, paure e ferite personali. Il fondo non è solo un luogo di caduta, ma anche una soglia: quella in cui ci si ferma, si trattiene il fiato e si decide se restare immobili o provare a risalire.
Una metafora di resistenza
Il brano racconta una fase di attraversamento più che di risoluzione. La scrittura evita il tono dichiarativo e preferisce suggerire un percorso interiore fatto di attriti, silenzi e piccoli movimenti. Le “zavorre” citate nel testo diventano l’immagine di tutto ciò che si accumula nel tempo: tossicità quotidiane, aspettative disattese, pressioni esterne che finiscono per appesantire il respiro.
La tensione narrativa si scioglie in un gesto simbolico, quello della risalita, che non viene mai descritta come improvvisa o trionfale. Al contrario, In apnea insiste su un’idea di resistenza silenziosa, lenta, quasi impercettibile, in cui il ritorno alla luce coincide con la possibilità di riprendere fiato e ridefinire il proprio equilibrio.
La narrazione scivola in profondità, mostrando come le “pesanti zavorre”, generate dalla tossicità che assorbiamo ogni giorno, possano essere lentamente sganciate. Ed è proprio in questo gesto simbolico che il brano trova la sua catarsi: con un respiro lento e misurato si risale verso la superficie, verso la luce, verso un nuovo senso dell’esistenza.
Un’identità sonora coerente
Sul piano musicale, il brano conferma la cifra espressiva dei Disorient Express, collocata in un territorio cantautorale che dialoga con suggestioni post-folk e arrangiamenti collettivi. Le chitarre, la sezione ritmica e la voce procedono per stratificazioni misurate, mantenendo costante una tensione emotiva che non cerca mai l’esplosione, ma lavora sulla durata e sulla profondità.
Questa scelta rafforza il senso di immersione che attraversa l’intero pezzo, rendendo coerente il legame tra testo e suono. In apnea si presenta così come un passaggio significativo all’interno del percorso della band, anticipando un ep che sembra orientato a esplorare ulteriormente il rapporto tra oscurità e possibilità di riemersione.

