Emilya ndMe, artista pop genovese che seguiamo con attenzione da tempo e che abbiamo apprezzato live quest’estate durante il Lilith Festival, presenta la nuova live session di Am I, oggi in anteprima esclusiva su TRAKS.
Non c’è niente di romantico nell’incidere una live session. È sudore, errori che restano lì, amplificatori che gracchiano e un microfono che non perdona. Ma quella di AM I non è la solita live session sbagliata e sporca: qui c’è una performance che spacca, suonata e registrata con una precisione chirurgica che non lascia alibi. Tutto è curato al millimetro, ma senza perdere quella urgenza cruda che ti sbatte in faccia il senso della distanza, quella che non si misura in chilometri ma in ciò che resta taciuto. Quello che nel disco era domanda sospesa, qui è schiaffo. La distanza non è più poetica, è un fastidio che brucia, un amico che non riconosci, un ricordo che non ti lascia dormire. Punk nella sostanza, perché non prova a consolare: Am I live è cinica abbastanza da ricordarti che crescere non significa capire, ma solo perdere pezzi per strada
Il brano si apre come un taglio netto: voce nitida, chitarre che non si dissolvono ma mordono, un mix lucido che ti lascia sentire ogni dettaglio e allo stesso tempo non ti lascia scampo.
La regia punta dritto all’essenziale, senza spettacolarizzazioni: riprese intime, colori saturi che strizzano l’occhio a certo immaginario anni ’70 alla Fleetwood Mac, con la stessa patina sognante e al tempo stesso vissuta. C’è anche l’ombra di Wolf Alice: atmosfere dense, femminili e taglienti, capaci di tenere insieme grazia e rabbia.
Niente orpelli, solo un’ossessione: stare nel momento. Am I in questa forma non cerca di piacere, è esercizio di verità. Abbiamo chiesto a Lauretta Galeno, voce e anima del progetto Emilya ndMe, qualche dettaglio in più in merito alla sua nuova uscita.
Che significato ha pubblicare una live session anziché un video “normale”?
Una live session è tipo spogliarsi davanti a tutti senza nemmeno la scusa delle luci giuste. È cruda, meno patinata, più rischiosa. Non c’è Photoshop per l’audio o filtri per la faccia che fa una smorfia strana. È “io sono così, questa è la mia band”, se suoniamo bene, lo senti; se sbagliamo, lo vedi. E onestamente, a volte è meglio così: almeno non ti sto vendendo un pacchetto regalo infiocchettato, ti sto dando quello che c’è, punto.
Il tuo ultimo ep, “Piss off the neighbour”, da cui è tratta “Am I”, è ancora “fresco”. Ti senti già pronta per le sfide successive?
Sì, super fresco… ma la mia testa è un frullatore, quindi ho già pronti due nuovi singoli che amo e che usciranno nei prossimi mesi. Anche se do sempre il massimo, c’è quella voce che mi dice che non basta mai, che potrei dare ancora di più ed è probabilmente quello che mi fa alzare l’asticella ogni volta. L’altra voce invece mi tiene in bilico, con l’ansia addosso e la voglia di mandare tutto a puttane per poi ricominciare Quindi sì, non sono pronta come al solito ahah.
CREDITS
songwriting, arrangiamenti, Mellotron, voci Lauretta Galeno
songwriting, arrangiamenti, chitarre Alessandro Ciapica
batterie Emanuele Benenti
rec/prod/mix Fulvio Masini – Unbox Studio
Video: Unbox Film
Location: Trinità Live Club
Stylist: Leyla El Abiri
