Esce su tutte le piattaforme digitali (in distribuzione Believe Music Italy) Kissland, il nuovo album di Emit. L’alter ego musicale di Emanuele Conte invita oggi l’ascoltatore a un viaggio intimo tra ricordi, affetti e luoghi interiori. Ad anticiparlo è il brano Prayer in Sam (in uscita venerdì 20 marzo), una traccia sussurrata che non cerca il singolo radiofonico, ma apre con delicatezza il mondo emotivo dell’album: una preghiera vulnerabile, libera e sincera, che introduce paure e riflessioni che si svilupperanno nelle tracce successive.
Kissland esplora diverse forme di legame e affetto, creando paesaggi sonori dove ogni ascoltatore può trovare il proprio spazio. L’album propone così una geografia emotiva ricca e vivibile, una terra interiore da attraversare con l’orecchio e con il cuore.
Alcune immagini restano oniriche e indefinite, come il ritratto Grace o il sogno di bianco. Altre sono puntuali ed eloquenti, come il rimpianto di seme e la malinconia di ma no. L’estetica dell’album crea paesaggi e contesti di molte Kissland ipotetiche, possibili, dando una geografia fantasy al viaggio emotivo con cui si percorre questa terra interiore.
Emit traccia per traccia
Partenza morbida e quasi sottovoce, prima di un incremento ritmico ed emozionale, per bacio, che apre l’album su toni acustici e consistenti alla canzone d’autore tradizionale, pur con l’uso di qualche variabile qui e là.
Immagini colorate caratterizzano l’incipit soffice e un po’ amaro di bianco, ricca di istantanee cadenzate e di istinti melodici a salire. Tempo di un gelato, che ragiona di capi e di problemi, di scale e di colombiane a Porta Venezia: anche qui le immagini si susseguono rapide, in un corteggiamento soffice ma rapido.
Un vocale di mamma, suppongo, è il contenuto di ma, che parla di Mogol e di serenità, e come non darle ragione. Altro vocale, ma più breve, quello che introduce ma no, canzone che inizia minimale ma gli archi accompagnano la crescita del brano che aumenta il pathos progressivo.
Ecco poi prayer in Sam, che parte con un curioso dialogo in vivavoce, che poi evolve in una sorta di flusso di coscienza recitato. Anche ritratto Grace prende il via da registrazioni apparentemente casuali, con la chitarra acustica che poi prende possesso della traccia.
Si pianta poi un seme che parla di fascino e ferite: le carezze forti dell’amore sono le protagoniste di un brano particolarmente intenso ma anche ritmato. Molto breve e in continuità con il messaggio della madre sereni, che chiude il disco.
Posto che le registrazioni “casuali”, quasi field recordings aggiunte alle canzoni, sono forse un po’ troppo numerose almeno per i miei gusti, il disco di Emit si fa ascoltare con estremo piacere per la delicatezza della sua proposta, la cura per i dettagli sonori e l’ispirazione complessiva.
Chi è Emit
Emit è lo pseudonimo di Emanuele Conte, ma è anche la sigla di un corso di laurea magistrale: Economics and Management of Innovation and Technology. Gli anni dell’università rappresentano un momento di decisioni e cambiamenti, in cui capisce che può usare la musica per creare connessioni e dare conforto agli altri.
Una musica fatta di contrasti che convivono in armonia: i testi raccontano storie malinconiche, spesso approcciate in chiave sottilmente ironica. I brani si basano su groove spontanei ed espressivi, esplorando anche velleità lo-fi insieme alla sua chitarra, pur mantenendo un suono organico, vivo.
Negli anni, oltre ad un’intensa attività live, viaggia spesso in Italia e in Europa come busker, con particolari esiti nel Regno Unito, riuscendo ad essere ospite della BBC Radio di Liverpool. Nel 2019 vince il primo premio al concorso Special Stage di Officine Buone (con cui collabora facendo volontariato negli ospedali dal 2018) e nel 2022 arriva tra i quattro finalisti di Musicultura, esibendosi per due serate all’Arena Sferisterio di Macerata.

