Ennio Salomone torna con I posti non muoiono, un brano che prosegue il suo percorso cantautorale concentrandosi sul rapporto tra memoria, luoghi e trasformazione personale. La canzone affronta il tema della nostalgia senza indulgere nell’idealizzazione del passato, scegliendo invece una prospettiva più pacata e consapevole, in cui i ricordi diventano strumenti di orientamento per il presente.
Il singolo si muove all’interno di una scrittura intima, legata a esperienze vissute e riconoscibili, in cui i luoghi assumono un ruolo centrale come depositi emotivi. Spazi attraversati, abitati o lasciati alle spalle continuano a esistere non solo fisicamente, ma come riferimenti simbolici, capaci di conservare tracce di ciò che siamo stati.
Luoghi come archivi emotivi
In I posti non muoiono i luoghi non sono semplici scenografie, ma presenze attive. Sono spazi in cui si sono formati legami, emozioni, passaggi decisivi della vita. La canzone riflette su come il tempo modifichi le persone, lasciando però intatte alcune coordinate emotive, che restano ancorate a posti precisi.
La nostalgia che attraversa il brano non è malinconia fine a se stessa, ma una forma di riconciliazione. I ricordi non vengono celebrati come un’età dell’oro irraggiungibile, bensì rielaborati come elementi utili a costruire continuità, evitando fratture nette tra ciò che è stato e ciò che è.
Scrittura e identità cantautorale
Il nuovo singolo conferma l’attenzione di Salomone per una scrittura che privilegia la chiarezza narrativa e la misura emotiva. Il racconto procede per immagini semplici, capaci di evocare sensazioni comuni senza appesantirle con eccessi descrittivi. Il risultato è un brano che trova la propria forza nella riconoscibilità e nella sincerità del punto di vista.
La dimensione autobiografica resta presente, ma non diventa mai esclusiva: l’esperienza personale viene aperta all’ascoltatore, che può riconoscersi in quei luoghi e in quelle sensazioni, anche senza averle vissute direttamente.
I posti non muoiono è probabilmente una delle canzoni a cui sono più legato. Non solo perché rappresenta uno spaccato quasi biografico del mio passato, ma soprattutto perché riesce a riappacificarmi con ciò che è stato, con i posti che hanno segnato la mia infanzia e i ricordi ad essa legati.
Il dialogo tra passato e presente nel video
Il videoclip che accompagna I posti non muoiono, diretto da Francesco Raso, traduce visivamente i temi del brano attraverso un’alternanza di immagini che mettono in relazione passato e presente senza sovrapporli completamente. I luoghi diventano punti di contatto, attraversati da brevi frammenti di memoria che emergono come flash improvvisi.
Il video evita una narrazione lineare, preferendo un andamento più sospeso, in cui le immagini funzionano come suggestioni. Il passato non viene ricostruito, ma evocato come presenza discreta, capace di riaffiorare mentre il presente continua il proprio corso.
Il video è costruito come un dialogo silenzioso tra ciò che ero e ciò che sono, una simbiosi naturale che emerge attraverso immagini semplici e quasi oniriche.
Un tassello coerente nel percorso artistico
Con I posti non muoiono, Ennio Salomone aggiunge un ulteriore tassello a un percorso che mette al centro la relazione tra esperienza personale e scrittura musicale. Il brano si inserisce in modo coerente all’interno della sua produzione, confermando una visione del cantautorato come spazio di riflessione, più che di celebrazione, in cui memoria e cambiamento possono convivere senza annullarsi.

