Fabio: Giovedì 26 febbraio 2026: a Sanremo Laura Pausini canta Heal the world di Michael Jackson circondata dai bambini e rivolge a tutti un invito per la pace. Venerdì 27 febbraio 2026: Stati Uniti e Israele bombardano l’Iran. Coincidenze? Io non credo. Benvenuti alla serata finale del Festival di Sanremo 2026
Chiara: Si incomincia con la terza guerra mondiale, giusto per stemperare il clima
Fabio: Be’ quantomeno il fatto di avere una giornalista sul palco credo che li abbia anche un po’ obbligati a non far finta di niente. Poi l’insistenza sui bambini: posto che ovviamente i bambini vanno protetti, non è che se uno ha 40 anni allora può morire serenamente sotto le bombe. Comunque anche qui ce la siamo cavata come con Niscemi e con il tram di Milano, diciamo: un minutino per parlare delle cose brutte, e adesso grande festa. Il primo big di serata è Renga, al quale non ho ancora perdonato la performance imbarazzante della serata delle cover
Chiara: Meglio il brano in gara, devo dire. Anche se la cover è anche colpa di Mogol
Fabio: Oddio, non credo che Mogol abbia preso l’elicottero dell’elisoccorso per obbligare Renga a scegliere quella versione orrenda. Un po’ sporchina la performance stasera per Francesco comunque. Conti vanta di essere amico della Pausini: stai calmo Carlo che anche con Grignani erano amici e guarda com’è finita. Ci sono molti Cigarini nella canzone di Chiello, stasera molto elegante ma non necessariamente pettinatissimo
Chiara: La canzone alla fine non è manco male ascoltandola
Fabio: Sono d’accordo, anche se rimane un po’ a metà del guado. Ma è una di quelle che rimangono in testa. Il finale un po’ urlato e il giro di basso comunque mi piacciono. Gag di Conti con finta farfalla tatuata
Chiara: E Nino Frassica con dei capelli discutibili
Fabio: Tra l’altro mi è parso di capire che si farà una sorta di after Sanremo in estate, e che vuole annunciare il conduttore del Festival del 2027. Frassica è abbastanza discutibile nel complesso, anche se confronto a Siani è Charlie Chaplin. Anzi confesso che mi ha fatto abbastanza ridere, cosa che dubito succederà con Raf
Chiara: Sto ancora pensando al fatto che ha più anni della Repubblica
Fabio: Pensa anche che stasera ci sono i Pooh, che hanno più anni della monarchia
Chiara: La signora Gianna, quella della prima sera, approva
Fabio: Vestite su tinte chiare, ecco le Bambole di Pezza, con Pausini&Conti che ribadiscono la gag sul fatto che ci sono tanti autori per questa canzone. Comunque non ho mai scritto che il cardinal Ravasi ha espresso apprezzamento per la canzone, rafforzando la suggestione “Resta con me/Resta con noi Signore la sera“. Detto questo il pezzo funziona e fa anche abbastanza casino tutto sommato
Chiara: A me loro incuriosiscono e ammetto che sono ignorante. Le ascolterò
Fabio: Ascoltale perché meritano, anche semplicemente per una carriera molto coerente e con ottimi principi. Dopo un breve siparietto con zia Mara, torna la coconduttrice di serata, la giornalista Giorgia Cardinaletti. Leo Gassman scende dalla scala portando lui dei fiori alla Cardinaletti, forse per provarci, forse per aumentare la mia già non trascurabile confusione mentale. Ieri papà Gassman ha fatto un po’ di casino perché a lui hanno detto di no e a Morandi sì. Diciamo che Renga, Raf e Gassman quasi in sequenza sembrano un po’ un modo del destino di dirci che un certo modo di scrivere canzoni ha, come dirlo in modo gentile, rotto un po’ il cazzo. Però mi acquista punti con qualche parola contro la guerra e le tirannie prima di uscire.
Scintillii di Malika, Tommy, la fascia tamarreide e poi Serena Brancale
Fabio: Molto scintillante e molto classico l’abito di Malika Ayane. Ho capito solo ora che “siamo tutti in pace con i sensi degli altri”, incipit della canzone, è un modo alternativo per un ben noto modo di dire popolare in cui tutti fanno una cosa con una ben determinata parte del corpo degli altri. Saranno le bottiglie appoggiate sullo xilofono, sarà il retrogusto tropical, ma la canzone continua a convincere, molto più della produzione recente di Malika tra l’altro
Chiara: Malika comunque bellissima e ha sempre un sorriso fantastico
Fabio: Esce dicendo “trattatevi tutti con amore”, e tutti gli dei sanno se ce n’è bisogno. Tommaso Paradiso stasera s’è dimenticato la cravatta, ha una spilla enorme sulla giacca ed è evidentemente ancora turbato dalla domanda che gli ha fatto Chiara in conferenza stampa. Ah già c’è anche il tutore sulla mano infortunata, con adesivo piratesco
Chiara: Tommy mi piace sempre di più e la spilla la ho anche io
Fabio: Niente Tommy se l’è portata a casa con grandissima dignità e sarebbe bello se da qui partisse una fase successiva un po’ più centrata della sua carriera, lasciando alle spalle qualche scelta non azzeccatissima. Esce ringraziando tutti e dicendo che è stata un’esperienza incredibile e che non sa come è arrivato vivo in fondo
Chiara: Dopo oggi sono di nuovo super fan
Fabio: J Ax sempre più calato nella parte del cowboy, fa casino anche stasera, regala il cappello alla Venier, scopre una testa super tatuata e fa parecchia allegria. Già minore l’allegria, almeno per me, all’ingresso di Lda e Aka7even che Frassica, con qualche ragione, chiama Alka Seltzer
Chiara: Nella fascia tamarreide comunque sono i miei preferiti
Fabio: Nella fascia tamarreide preferisco non entrare
Chiara: Cioè se devo ubriacarmi e far finta di divertirmi meglio su questa che sulle altre. Ma solo se devo
Fabio: Boh dipende dal livello di ubriacatura: questi per me vanno bene dal coma etilico in avanti
Chiara: Se c’è il coma etilico Lda è l’ultimo dei tuoi problemi credo
Fabio: Appunto. Nel frattempo supermarchettona al supersponsor Tim, che se la smette di chiamarmi dai call center di tutta Europa mi fa anche un favore. Vediamo se stasera la Brancale mi convince. Spoiler: non credo
Chiara: Oggi però è venuta in sala stampa e ha cantato con la tastiera piccina
Fabio: Ma brava è brava eh
Chiara: Eravamo tutti in una valle di lacrime. Si dice che indossi un vestito della mamma
Fabio: Stasera accento mezzo ammericano e mezzo barese. Va via molto commossa e con standing ovation.
Patty incenerisce, Sal e la sua Love Boat, Bocelli a cavallo e altri parti di una fantasia lisergica
Fabio: Ora prolungata gag di Frassica con un finto Sandokan, forse un po’ troppo prolungata visto che nel backstage aspettava Patty Pravo, sempre con mano protesa in avanti, forse per problemi di artrite
Chiara: Temo che se la guardi troppo negli occhi rimani incenerito
Fabio: Ma a me fa un effetto stranissimo dalla prima sera oh. A parte che ha detto: “Cantami ancora il prefente”. C’è un problema con le sibilanti che è peggiorato di sera in sera. Ma a proposito di problemi: Diciamo che se dovesse decidere l’Ariston, Sal da Vinci avrebbe già vinto. E tuttavia per fortuna l’Ariston non decide. Dopodiché potrebbe andare tutto in vacca comunque
Chiara: Qui è partito il trenino. Mi butto al binario
Fabio: E’ l’anno di Alfredo, evidentemente. Peraltro doveva partire la nave, visto che è vestito come il capitano di Love Boat. Credo consapevolmente
Chiara: Pensa a essere legati per sempre a Sal Da Vinci. Accussì
Fabio: Maronna d’Iddio. E il fatto che questa parte di chat sia stata scritta in napoletano significa che ha già vinto, culturalmente parlando. Ha sbagliato a indicare il dito della fede, ma il suo lo fa senza sbagliare niente. Il problema è “il suo”. E proprio quando pensi che non possa andare peggio, ecco Bocelli. Che arriva a cavallo, ok ora le ho viste tutte.
Chiara: Cosa cazzo sta succedendo
Fabio: Qualunque cosa dica ora risulterà sconveniente. Perciò non dirò nulla se non che chiamare “Caudillo” un cavallo ed evocare il generalissimo Francisco Franco dovrebbe far riflettere quantomeno i suoi fan spagnoli. C’è del fumo che corre sul pavimento sul quale è poggiato il pianoforte che Bocelli sta suonando. O forse è polvere sollevata dall’antichità della performance. Ma facciamo che mi fermo qui perché credo di dovermi tenere qualche cattiveria per il resto della serata
Chiara: E’ ancora molto lunga
Fabio: Eh lo so. Comunque un festival cocondotto dalla Pausini e con Ferro-Pezzali-Ramazzotti-Bocelli come ospiti sembra ideato da un villain della Marvel tipo Thanos. E a questo proposito oggi riflettevo sul fatto che se proprio bisogna nominare direttore artistico di Sanremo uno nato il 13 marzo ci sono scelte migliori. E no, non sto parlando di me, né di Ligabue, ma di Manuel Agnelli. Ma presumo di poterlo sognare soltanto nel coma etilico precedentemente nominato. Ma a proposito di alcol, ecco Elettra Lamborghini, vestita da spoiler delle omonime auto
Chiara: Continua a starmi simpatica
Fabio: Senza dubbio
Chiara: Credo di aver capito ora quello che dice il testo peraltro
Fabio: Sì anch’io, e peraltro mi è venuto il dubbio che la cosa dei festini bilaterali fosse in realtà una montatura social che faceva riferimento alla prima parte del testo. Ma forse sono troppo complottista. Niente esce facendo tipo la sagra del pesce fritto, ma fa parecchia simpatia. Ah già, Thanos ha voluto anche i Pooh stasera. Siamo tutti pronti con DIODELLECITTUAAAAAAAAA
Chiara: Ma quanto urlano tra tutti stasera
Fabio: Sì il problema è che qua se urlano troppo parte l’ictus. C’è anche Riccardone, ormai ufficialmente rientrato nella band. Ci ha messo quei cinquant’anni, ma ognuno ha i suoi tempi. Look Ministri/Napoleone comunque un must quest’anno, sarà il clima bellico che pervade un po’ tutto. Carlo Conti corre sul palco in piazza Colombo e rischia di provocare un quadruplo infarto sbucando alle spalle e gridando “I Pooh!”
Chiara: Fogli peraltro sembra quello invecchiato peggio O forse quello che ha meno botulino addosso
Fabio: Se vuoi ti canto tutta Storie di tutti i giorni e poi alleghiamo il vocale all’articolo
Chiara: Posso cantarla anche io oh
Fabio: Lo so. Dovremo fare un duetto, prima o poi. Tanto, voglio dire, qua canta chiunque. E per darmi ragione rispetto all’affermazione precedente, parte a caso un duetto Pausini Conti su Battisti di cui si faceva volentieri a meno. La Cardinaletti presenta Ermal Meta e parla di realtà terribili che coinvolgono bambini. Insomma non nomina Gaza e la Palestina neanche stavolta, in continuità con la linea editoriale del TG1
Chiara: Sta canzone però continua a entrare nel cervello
Fabio: Be’ a te è entrata fin dalle prove, ricordo
Chiara: Che devo dì
Fabio: Comunque continua a non entusiasmarmi. Però fra la cover, le cose intelligenti dette in conferenza stampa, le risposte a Salvini e al Riformista per me Ermal esce da gigante. Ecco, a parte l’acuto finale che è francamente senza un perché
Chiara: E’ un urlo oggettivamente straziante
Fabio: “Questa è per tutti i bambini silenziati dalle bombe” è la dichiarazione finale. Te la butto lì: se mai ci si dovesse trovare a certi estremi, molto meglio una vittoria sua che di Brancale o Sal
Chiara: Ah be’ ma senza ombra di dubbio. Se poi vince Ditonellapiaga meglio ancora
Fabio: Ci sono stati momenti della storia di questo Festival in cui Ermal guidava le Forze del Male, ma non è questo il caso. Dito dopo il trionfo della serata delle cover poteva portare Tony anche stasera. La sua è una perfetta canzone pop, cantata in modo magistrale. E sono qua sul divano che me la ballo, per dire. Comunque non ce l’ha con tutti i giornalisti, solo con quelli perbenisti
De Martino (speriamo in bene), il pupazzone di Pezzali, Sayf comunque si pronunci
Fabio: Carlo Conti nel frattempo incorona De Martino come prossimo conduttore e direttore artistico del Festival, che Iddio ce la mandi buona. La cosa buona è che ha 36 anni, e credo sia un record di gioventù per i tempi recenti. Ma se devo giudicare dai programmi decisamente naz-pop condotti fin qui non sono proprio sicuro di quello che ci toccherà. Ma ogni giorno ha la sua pena. E questo di pene ne ha fin troppe
Chiara: Che bellezza. Peggio di Conti non credo potrà fare
Fabio: Intanto Nayt, serissimo come sempre, si cimenta per l’ultima volta con la sua canzone, che onestamente mi ha convinto un pezzetto di più a ogni sera. Non lascerà un grandissimo segno probabilmente, ma credo che possa essere soddisfatto della sua presenza a questo Festival
Chiara: Sì in effetti convince, forse per sfinimento degli animi
Fabio: Arisa inseguita da un fiocco gigante entra in scena. Comunque visto il testo della sua canzone manca solo la sigaretta e sta finendo il mondo: è vestita oggettivamente da principessa. E voglio dire, qualche altro segno dell’apocalisse fuori di qui mi sembra di avvertirlo. Canta in modo impeccabile anche questa sera, ma rimane comunque una canzone banalotta
Intermezzo dalla nave con Pezzali, in cui la cosa più bella è il mega pupazzone a forma di Pezzali che sta accanto a lui con espressione ebete. Il pupazzone, intendo
Chiara: Pallotti, il maestro d’orchestra di Sayf, ha sempre dei bellissimi capelli
Fabio: Un quarto d’ora di dibattito su come si pronuncia Sayf, con la sua complicità che quando gli chiedono la pronuncia risponde un po’ come me quando mi chiedono che cosa voglio mangiare: fate un po’ voi. Ma perché si è messo addosso la tenda oh
Chiara: Mi mancava anche la reference a Lucio Dalla
Fabio: A modo mio?
Chiara: L’ha detto uguale. Per me possiamo anche finirla qui. Sayf, Masini, Tommy. Diamo un premio a Fulminacci e uno a Maria Antonietta. Dito ha vinto ieri. Fine
Fabio: Quando si spegne la luce rimaniamo con Sayf. Va a prendere la mamma. E qui Gassman si incazza di nuovo
Chiara: Che cuore che è sto ragazzo
Fabio: Niente Conti non se ne fa una ragione, finché non capisce come si pronuncia non si va a casa. Comunque la tua classifica mi piace ma Tommy terzo non creto
Chiara: Ma nemmeno il resto. Cioè forse Masini nei primi tre sì. Il resto ho paura
Fabio: Ecco, la ragazza che scende ora forse sì: Levante ha un cuore sul culo. E il fatto che io le abbia guardato il culo è una pura coincidenza
Chiara: Meglio un cuore sul culo che un culo sul cuore
Fabio: Perfetto. Lei forse leggermente un po’ meno in forma stasera, ma comunque potentissima. Resta la mia preferita dell’anno, non credo abbia nessuna possibilità di vincere ma mi piacerebbe moltissimo. Dopo un TG1 rapido ma inquietante come poche altre volte, ecco Fedez e Masini
Chiara: Però Masini si meriterebbe sta vittoria
Fabio: Comunque la loro performance di stasera secondo me è stata la migliore delle tre, o forse sono io che riascoltando ho apprezzato di più, non saprei dire. Ma so che questo non succederà con Samurai Jay
Chiara: Samurai, non so che dire, è tipo la più ascoltata in streaming
Fabio: Anche lui balla con mamma. Oh raga non è obbligatorio ballare con madre e/o Venier stasera eh.
Nel frattempo Carlo Conti, per introdurre le ragazze del Prima Festival, dice di essere vestito da James Bond ma a me sembra abbastanza chiaramente un cameriere. E comunque hanno giocato tutto il Prima Festival sulle Charlie’s Angels, e lui si veste da James Bond, ok. A parte questo, Ema Stockholma con i tacchi è alta 8 metri e 27.
Fabio: Ora Michele Bravi che porta ancora un tocco di delicatezza ed eleganza sul palco, forse un po’ fuori luogo qui, dove molti urlano parecchio. E sempre con gentilezza ricorda, uscendo, di non dimenticarsi di quello che succede là fuori. Non abbiamo considerato Fulminacci per il podio, anche se lui va dicendo da giorni che vincerà, anzi che sostanzialmente ha già vinto
Chiara: Ho avuto una discussione sul fatto che Sanremo dovrebbe essere itinerante. Argomentando che sì, lo puoi fare ovunque, e anche Babbo Natale potrebbe vivere ai Caraibi. Ma no
Fabio: Ma forse intendeva Sanremo la città
Chiara: Il Festival, itinerante. Non la città. Anche perchè la città spero stia ferma dov’è
Fabio: Si è prospettata l’ipotesi anche di spostare il Festival a Milano. Sono di Milano, e dico molto no. Comunque Fulminacci in smoking e farfallino, stavolta vestito in modo impeccabile, ha fatto un ottimo Festival. Non sono sicuro di poter dire la stessa cosa di Luché, che si è un po’ perso nel suo Labirinto. Anche se poi a me la canzone non dispiace affatto
Chiara: La cosa che mi inquieta di più di Luché sono i denti. E ha anche pagato per averli così
Fabio: Dopo aver visto i denti di Sal Da Vinci a me sembrano tutti sdentati
E mentre arriva un comunicato dell’ufficio stampa di Zucchero che ci ricorda che Bocelli l’ha scoperto lui, e che anche lui a quest’ora della notte è davanti alla tv e si annoia, c’è un momento di approfondimento sulla piaga dei femminicidi, ospite Gino Cecchettin.
Fabio: Al contrario dei momenti di sensibilizzazione delle sere precedenti, direi che questa volta, anche e soprattutto per il contributo di Cecchettin, sempre misurato e lucidissimo, l’aggancio con la realtà è riuscito bene
Chiara: Vorrei chiedere al collega che diceva che il femminismo è superato cosa ne pensa
Fabio: Faresti molto bene. Torniamo alla gara con Tredici Pietro senza papà stasera ma con un uomo che cade sulla cravatta. Che domani andrò a comprare anch’io. Il colore r&b di questo pezzo e il suo modo di interpretare mi hanno conquistato definitivamente
Chiara: Sì guarda anche qui si dicono le stesse cose. Alla fine forse siamo assuefatti. Tipo una sindrome di stoccolma. Sto – colma. Rino mi manchi
Fabio: Niente comunque gli esordienti si sono divisi tra quelli che sono usciti molto bene oppure molto male. Lui molto bene
Chiara: Le mani sono enormi
Fabio: Sì questo è innegabile
La catastrofe finale
Fabio: Mara Sattei si fa accompagnare da Carlo giù dalla scala e ha un’aria vagamente seccata
Chiara: Lei ha la faccia seccata di suo
Fabio: Anch’io quando lei canta. Questa è proprio una delle canzoni che ti fanno dire: ma se a Sanremo ci fossero 20 canzoni invece che 30 non sarebbe nettamente meglio? Ora Dargen a piedi nudi e con la fascia da Sandokan in vita. Cammina ovunque, tra l’orchestra, in platea, tra il pubblico. E ha detto “e ci prende fuoco Gaza”, in effetti la reference me la aspettavo onestamente. Risale sul palco dicendo che ha pestato della “sostanza zuccherina” e che ha “i piedi sporchi ma la coscienza pulita”
Nigiotti continua a non lasciare segni particolari, tranne l’accento livornese e il fatto che saluta “i camminatori in salita”.
Fabio: vorremmo un po’ tutti essere sulle spiagge dei Caraibi evocate da Maria Antonietta e Colombre. O eventualmente anche a fare una rapina, tutto ma non qui. Al di là di tutto i due hanno superato la prova sanremese alla grande. Si chiude oggettivamente malino, con Eddie Brock. Credo peraltro che l’ultimo posto non lo conquisterà soltanto nell’ordine di esibizione, ma potrebbe tranquillamente starci anche in classifica. Con lo stop al televoto il danno è fatto
La classifica dal sesto al trentesimo riserva già poche soddisfazioni: Eddie arriva veramente ultimo e Mara Sattei penultima, Maria Antonietta e Colombre soltanto 21esimi, Tredici Pietro è al sedicesimo, decisamente troppo in basso. Levante addirittura 14, Tommy si ferma al 10, sorprendentemente Brancale soltanto alla 9. Fulminacci settimo, Nayt altissimo alla 6 (anche troppo)
Fabio: FedezMasini, Arisa, Ditonellapiaga, Sal Da Vinci e Sayf sono la cinquina finale
Chiara: Qui comunque Dito e Fedez premiati, Brancale ne vince due
Fabio: Diciamo che il suo nono posto è stata forse la sorpresa più grande fin qua. Sayf nei cinque sembra quasi l’intruso
In realtà Sayf resiste fino all’ultimo, mentre Fedez e Masini, Arisa e Dito scivolano via in sequenza
Chiara: Se succede che vince Sayf…
Fabio: Ci resta solo lui. Io speravo Dito a questo punto
Chiara: Speravo chiunque. Anche Luché
Fabio: Anche il tizio che ha presentato Eddie Brock. Anche il cavallo di Bocelli
Chiara: E invece
Fabio: Ok, è morta la musica questa notte
Chiara: E un po’ anche noi
Fabio: Trentaquattro anni di giornalismo musicale per arrivare a questo. A saperlo scrivevo di cucina. Mi permetto di spegnere la tv, non ho voglia di risentirlo
Chiara: Sapessi io che voglia ho di vedere ‘sti trenini e ‘sta gente entusiasta. Auguro a tutta questa gente una radio che trasmette solo questa canzone in loop per sempre
Fabio: Ma loro ne sarebbero felici probabilmente
Considerazioni a chiusura
Sal Da Vinci ha vinto il Festival anche stamattina: non era un’allucinazione dovuta alla privazione di sonno. Ora: lui è sicuramente una brava persona, la sua reazione è stata anche commovente (forse un po’ preparata prima, ma commovente lo stesso) e per quanto abbiamo identificato in lui le Forze del Male di quest’anno non è un discorso personale. Non ce l’abbiamo veramente con lui, al massimo con il suo dentista.
E tuttavia: dopo gli anni di Amadeus e anche l’anno scorso con Conti in cui comunque, anche con scelte non sempre azzeccatissime, si era cercato di allestire un cast degno e soprattutto rappresentativo del “paese reale” che, anche nello strato superficiale, che è quello al quale fa riferimento il Festival, è molto composito e variegato, quest’anno l’operazione è fallita in maniera palese, forse anche in modo intenzionale.
Le scoperte più interessanti sono avvenute palesemente per caso: se la canzone di Sayf non si fosse intitolata Tu mi piaci tanto (pur parlando poi di tutt’altro, e soprattutto del paese reale) sarebbe stata selezionata? Secondo me no.
La questione Sal è articolata e meriterebbe approfondimenti, ma ci si muove anche su terreni scivolosi, soprattutto per discorsi territoriali. Ma rimaniamo alla musica (anche perché non faremmo certo gli stessi discorsi con Luché, e ne faremmo di diversi anche con Lda e Aka7even): è la canzone più vecchia sentita quest’anno, è probabilmente il pezzo più antico e immotivato ad aver vinto, almeno dai tempi del Volo (2015).
E mi inorridisce abbastanza ascoltare colleghi che stimo che elogiano lo “storytelling” che sta alla base della sua vittoria: stiamo quindi sempre di più scivolando verso un piano per cui la canzone non conta niente, ma conta soltanto il racconto che sta alle spalle? Ma la sostanza dei fatti vi fa veramente così schifo? La sostanza dei fatti è una canzone di una povertà assoluta, che se la ricevessi tra le proposte per TRAKS ascolterei e cestinerei appena ascoltata. E così avrebbe dovuto fare Conti.
So perfettamente che ci sono cose molto molto molto più importanti là fuori, ma non stiamo veramente parlando di “canzonette” e basta. Sanremo è l’apice e la vetrina del sistema musica italiano, che muove anche una discreta economia, che fa lavorare molta gente (fra cui me) e che incoraggia (o scoraggia) nuove persone a interessarsi alla musica.
Con le case discografiche che sono zombie da decenni, con i locali che fanno musica dal vivo sempre più orientati a ospitare cover band e a sopprimere chi fa inediti perché c’è sempre meno gente che li ascolta, Sanremo lancia messaggi importanti. E quest’anno, a parte Sayf, Ditonellapiaga e qualche sparuto loro collega qui e là, sono tutti sbagliati.

