Filippo Poderini: “Sostanze” è il nuovo singolo

filippo poderini

Filippo Poderini chiude il percorso di Dopamina con Sostanze, brano che funziona come punto di arrivo e, allo stesso tempo, come momento di sospensione. Il singolo completa un disco costruito per accumulo e sottrazione, fatto di frammenti emotivi, visioni parziali e un’attenzione costante verso la parte più fragile di se stesso. Sostanze non cerca una sintesi rassicurante, ma accetta l’idea di una conclusione irregolare, aperta, attraversata da pensieri che si spezzano e si ricompongono.

Il pezzo si muove su un terreno sonoro più elettronico rispetto ad altre tracce del progetto, con una struttura frantumata che rispecchia il flusso di coscienza del testo. La scrittura procede senza filtri evidenti, lasciando emergere contraddizioni, immagini isolate e dichiarazioni che non cercano un ordine definitivo. In questo senso, Sostanze assume il ruolo di chiusura necessaria più che risolutiva.

Scrittura e flusso di coscienza

Il brano nasce come esercizio di libertà espressiva. La penna segue il pensiero senza preoccuparsi di arrotondarne gli spigoli, restituendo una narrazione discontinua, fatta di passaggi improvvisi e pause implicite. La voce dichiara che non c’è più nulla da dire, ma lo fa da una posizione decentrata, quasi da un universo parallelo, come se il saluto al passato avvenisse senza un vero contatto diretto.

L’immaginario evocato è quello di frammenti che arrivano solo in parte all’ascoltatore, come suoni che non riescono a essere contenuti del tutto e si spezzano lungo il percorso. Ne risulta un ascolto che non offre una linearità narrativa, ma una serie di scorci, sufficienti a suggerire un’emozione più che a definirla.

Un finale che accetta l’incompiutezza

Sostanze conclude Dopamina senza chiuderne davvero il discorso. Il disco si presenta come una sequenza di punti di vista su cosa significhi prendersi cura della propria vulnerabilità, attraversando normalità, dipendenze emotive, gesti minimi e desideri irrisolti. La forza del progetto sta proprio in questa normalità esposta, da cui emergono momenti di eccezionalità non dichiarata.

Il brano finale non cerca di spiegare né di riassumere ciò che è venuto prima. Si limita a segnare un confine, lasciando spazio al timore di ciò che segue e alla necessità di salutare qualcosa di prezioso senza sapere esattamente cosa verrà dopo.

Pagina Instagram Filippo Poderini

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi