Screen-shot è il nuovo singolo degli Human Tapes: il brano affronta il tema di una realtà patinata, accelerata e spesso priva di profondità, restituendo uno sguardo critico su dinamiche che condizionano comportamenti, relazioni e percezione di se stessi.
Il brano si sviluppa attorno a un’immagine semplice ma efficace: quella dello screenshot come gesto simbolico. Fermare un istante significa ridurlo a superficie, cristallizzare l’apparenza senza accedere alla complessità che la genera. In questo senso, la scrittura degli Human Tapes lavora per sottrazione, lasciando emergere ironia e disincanto già dalle prime battute, dove la dimensione individuale si confronta con un flusso continuo di contenuti standardizzati.
Dal punto di vista sonoro, Screen-shot si muove su coordinate r&b, mantenendo un equilibrio tra immediatezza e introspezione. L’arrangiamento accompagna il testo senza sovraccaricarlo, creando uno spazio in cui la voce può articolare con chiarezza il messaggio. La scelta stilistica risulta coerente con una produzione che privilegia il dialogo tra forma e contenuto, evitando soluzioni decorative fine a se stesse.
Il tema dell’autenticità
Il tema centrale rimane quello dell’autenticità. La canzone invita a mettere in discussione l’adesione passiva a modelli estetici e comportamentali imposti dall’esterno, suggerendo la necessità di un ascolto più attento delle proprie esigenze interiori. L’idea di “apparire” viene contrapposta a quella di “essere”, in un confronto che attraversa l’intero brano senza mai assumere toni didascalici.
In un mondo che corre lo screenshot ferma.
È una foto allo schermo e quindi una foto all’apparenza.
Questo brano è un invito a non plasmare la propria vita sul concetto di “bello” definito dagli altri ma provare ad entrare in contatto con la parte più autentica di se stessi guardandosi dentro
All’interno della discografia degli Human Tapes, Screen-shot si inserisce come naturale prosecuzione di un discorso già avviato, che unisce attenzione per le dinamiche sociali e ricerca musicale. La band, nata come progetto introspettivo, ha sempre lavorato sulla contaminazione tra linguaggi, fondendo atmosfere intime con influenze jazz, funky e soul, e mantenendo una vocazione internazionale pur restando ancorata a una forte identità personale.
Il risultato è un brano che non si limita a fotografare il presente, ma ne mette in discussione le logiche, invitando l’ascoltatore a rallentare e a interrogarsi sul valore reale delle immagini che scorrono quotidianamente davanti agli occhi.

