Jaranoia: ci interessava raccontare un amore incompatibile con la vita

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Venere è il secondo singolo di Jaranoia che anticipa l’uscita del disco in primavera. Un brano che parla d’amore in senso lato, nelle sue sfaccettature più cupe. Ecco la nostra intervista.

Venere è il vostro secondo singolo. In che modo rappresenta un passo avanti o un cambio rispetto a Nostalgia del presente?

Venere è in continuità con Nostalgia del presente, ma mette più a fuoco alcuni elementi che nel primo singolo erano solo accennati. In questo senso non è un cambio di rotta, ma un passo avanti nella stessa direzione, radicalizzata.

Se Nostalgia del presente era una sorta di dichiarazione d’intenti, Venere entra più a fondo nella dinamica emotiva del disco. È un brano più netto, sia nel testo sia nel contrasto tra la durezza delle parole e una certa malinconia – amara ma allo stesso tempo non priva di una certa dolcezza – che caratterizza la parte musicale, creando così una specie di corto circuito tra il messaggio del testo e quello della musica.

Il brano parla d’amore, ma in una forma tutt’altro che romantica. Che tipo di relazione volevate raccontare?

Ci interessava raccontare un amore incompatibile con la vita, più che un amore infelice in senso classico. Venere, come pianeta, è bellissimo ma inabitabile, e questa immagine ci sembrava perfetta per descrivere certe relazioni: attrazione, desiderio, bellezza, ma anche condizioni estreme, pressione, tossicità. È un amore che non si consuma nella mancanza, ma nel possesso: quando finalmente ottieni ciò che volevi, scopri che diventa un deserto. In questo senso è una canzone d’amore solo in apparenza, perché parla soprattutto di solitudine e di dinamiche distruttive.

A livello di scrittura, come vi dividete il lavoro tra testo e musica?

Non c’è una vera divisione dei ruoli. Spesso partiamo da appunti testuali, immagini, frasi isolate, altre volte da una struttura musicale o da una melodia. Poi tutto passa attraverso un continuo rimbalzo tra me e Fabio. I testi nascono quasi sempre a quattro mani, anche quando l’idea iniziale è di uno solo. La cosa che ci interessa di più è che parola e musica crescano insieme, contaminandosi a vicenda, senza che una debba “servire” l’altra.

Il progetto Jaranoia nasce dall’incontro tra due percorsi diversi. Cosa vi ha fatto capire che era il momento giusto per tornare alla musica insieme?

Ci siamo conosciuti come scrittori, non come musicisti, e per molto tempo la musica è rimasta sullo sfondo, quasi fuori dal campo delle possibilità. Quando ci siamo ritrovati, ci siamo accorti che entrambi avevamo ancora un rapporto molto forte, anche se irrisolto, con la forma canzone. Tornare a fare musica insieme non è stata una decisione strategica, ma una conseguenza naturale del dialogo che già esisteva tra noi. A un certo punto le canzoni hanno semplicemente cominciato a prendere forma e abbiamo deciso di assecondare la cosa lavorandoci davvero, con costanza e per un arco di tempo piuttosto lungo, di quasi due anni.

Avete citato spesso il rapporto con la parola scritta. Quanto conta il testo rispetto al suono nelle vostre canzoni?

Conta moltissimo, ma non in modo gerarchico. Non ci interessa il testo come messaggio da veicolare o come poesia “appoggiata” alla musica. La parola, per noi, deve stare dentro la canzone, avere un peso sonoro, ritmico, quasi fisico. Probabilmente questo viene dal fatto che entrambi veniamo dalla scrittura, ma anche dall’ascolto di dischi in cui il testo non è mai separabile dal suono. In Jaranoia il significato nasce dall’attrito tra le due cose.

Possiamo aspettarci un album omogeneo o molto vario dal punto di vista sonoro?

È un disco coerente, ma non uniforme. C’è un immaginario comune e una certa idea di produzione che tiene tutto insieme, però ogni brano ha una sua identità precisa. Ci piacciono i dischi che non si lasciano incasellare facilmente e che tengono insieme elementi anche molto distanti tra loro. Se dovessi definire il viaggio dell’album, direi che è omogeneo nell’atmosfera, ma pieno di contrasti al suo interno.

Pagina Instagram Jaranoia

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