John Freedom: una risposta emotivamente importante

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La cometa di Halley è il nuovo singolo di John Freedom, disponibile su tutti i digital store.

Il 6 marzo è uscita la nuova versione del tuo singolo La cometa di Halley. Come nasce l’idea di proporlo in una nuova veste?

La cometa di Halley è un pezzo che emotivamente ha avuto una risposta importante, sia dal mio pubblico che da me stesso. Seppur nel mio piccolo mondo, ho avuto l’impressione che il pezzo sia arrivato particolarmente al cuore delle persone. Per questo motivo ho sempre pensato che meritasse più attenzione.

L’occasione perfetta è arrivata quando ho partecipato a un format di Torino, 1Take Sessions, in cui sono invitati artisti emergenti a portare dei loro brani, registrati in presa diretta. Lì è accaduta la magia: il pezzo è uscito subito bene, alla prima take. A quel punto, avevo già capito che dovevo pubblicarlo.

Il brano racconta il viaggio di una famiglia costretta a lasciare la propria terra. Quanto c’è della tua storia e della tua sensibilità personale in questo racconto?

Nonostante nella mia vita personale non ci siano stati episodi diretti, l’immigrazione è un fenomeno che mi colpisce profondamente. Ne sentiamo parlare tutti i giorni, l’Italia è anche tra i paesi al centro della questione.

È già un avvenimento assurdo di per sé, ma è ancor più irragionevole la narrazione distorta che ne viene raccontata, considerando che solo qualche decennio fa erano gli stessi italiani a partire. Mi sento quindi in qualche modo responsabile, oltre che amareggiato.

Se dovessi descrivere La cometa di Halley con tre immagini o tre parole, quali sceglieresti?

Schiaffo, fortuna, rabbia.

Il tuo progetto artistico sembra un ponte tra due epoche: gli anni ’20 e il presente. Quanto è importante per te mantenere vivo lo swing e l’immaginario delle ballroom di quel periodo?

Molto. Può sembrare una scelta inusuale, ma è quella che mi rappresenta di più. Ho sempre avuto una naturale inclinazione verso lo swing, sia da musicista che da cantautore. Di conseguenza, amando la musica di quegli anni, ne ho assorbito anche l’immaginario, così tanto da essere diventato il mio mondo.

Nel tuo percorso hai costruito un personaggio, un immigrato italiano degli anni ruggenti catapultato nel presente. Quanto è importante la dimensione narrativa nel tuo progetto musicale?

Lo storytelling è la maniera più genuina con cui spesso riesco a esprimermi nelle mie canzoni. Questo ha influenzato talmente tanto il mio percorso che c’è stato un momento in cui mi sono chiesto “Perché allora non raccontare una singola grande storia?”. A quel punto, considerando lo swing, gli anni ’20 e l’immigrazione, la nascita di John Freedom è stato come unire tutti i puntini.

Guardando al futuro: stai già lavorando a nuovi brani o a un progetto più ampio?

Sono sempre a lavoro su qualcosa e adesso sono particolarmente preso su un progetto più ampio, un insieme di tracce simbolicamente collegate tra loro, di cui La cometa di Halley segna il principio.

Chi è John Freedom

John Freedom è un giovane immigrato italiano emigrato in America a cavallo degli anni ruggenti. D’un tratto si è risvegliato nella società contemporanea e da quel momento si è dato un solo obiettivo: riportare in vita le ballroom dei suoi tempi.

Debutta a dicembre 2024 con Immigrato in America per poi pubblicare altri quattro singoli nel corso del 2025. Tutto il suo trascorso si riversa nella sua musica che unisce il vecchio e il nuovo, fondendo lo swing di un fumoso locale anni ’20 con un’elettronica incalzante.

Figlio di un’altra epoca, nei suoi testi denuncia il nuovo mondo che gli sta attorno, filtrandolo attraverso la lente del passato. Un tema a lui caro è infatti l’immigrazione, di cui è stato testimone nel primo novecento e che vede manifestarsi allo stesso modo nella contemporaneità.

Pagina Instagram John Freedom

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