La Governante, “E’ solo la fine del mondo”: la recensione

Anticipato dai singoli Dormivi a un partyOdiandoti e dalla title track, esce E’ solo la fine del mondo il terzo album de La Governante. È solo la fine del mondo è un titolo che evoca una sensazione di apocalisse, di conclusione di un’era, un evento che cambia radicalmente le prospettive di qualcuno, di una singola persona quanto dell’intera umanità.

Un album che riflette sui cambiamenti sociali sempre più indirizzati al materialismo e la fine di piccoli mondi che, pur essendo eventi personali, hanno il sapore della catastrofe. É solo la fine del mondo o la fine del nostro mondo?.

La Governante traccia per traccia

Si apre con Elettronica vera, che comprende tutti i desideri social e poco realistici che popolano le nostre vite di “italiani vuoti”. Rapida e fluida, Dormivi in un party si arricchisce di chitarra elettrica per accompagnare un movimento molto continuo e un brano leggermente malinconico ma anche molto trascinante.

Breve e con parole che arrivano da lontano ecco Goderti la vita, che pone domande improntate a un edonismo del tutto superficiale, per rimanere sospese prima di avere risposte.

C’è un battito molto serrato in Odiandoti, e un’atmosfera prima cupa e poi più aperta, per celebrare molte paranoie con un cantato molto fitto e veloce. Più morbida, ma sempre ritmata, ecco poi Alla fine è normale, che parla di droghe e di questo governo tremendo, prima di decollare a tutta forza, portandosi dietro tristezze e contraddizioni, con una bella linea di basso a tenere insieme il tutto.

Molto morbida Sement, con il pianoforte a guidare un minuto e mezzo ricco di sentimenti e con un recitato finale. Si passa poi a Angels, che ha echi new wave, mentre la narrazione si fa densa e ricca di immagini, prima di un’esplosione electro molto vertiginosa.

Si parla e si racconta la Sicilia in Sperlinga (che è un borgo in provincia di Enna): un racconto semiacustico su toni dolciamari, sotto cieli scoperti dove il tempo di ferma. Il brano accelera e rallenta secondo convenienza, mantenendo sempre la stessa forza.

C’è molto pop nel volo delle Zanzare, che cantano di libertà e di perdita, con basso e chitarra che si occupano di animare la questione. Si dovrebbe scommettere su se stessi, ci raccontano Le Canzoni Felici di Morrissey (che per lo più non esistono): una questione di ascolti strani, di letture e di difficoltà di comunicazione.

Velocità e malinconia sono le dominanti anche della title track E’ solo la fine del mondo: uno sguardo sul mare e una chiamata non fatta, per celebrare una mancanza che si perde nella nebbia di Milano.

Accenti estremi (ma corretti) quelli di Mentre leggevi Borges, altro brano ricco di reference senza farsì pesare troppo. Anzi c’è una certa leggerezza che aleggia sul brano nonostante una sezione ritmica che fa un lavoro in profondità. Finale “parlato” per Conclusioni sull’analisi Sociale, che non sembra provare estremo ottimismo sull’impronta che lasceremo nel futuro.

Un’impronta sonora decisa e idee molto chiare per La Governante: nella disarmante confusione dei tempi che viviamo, si arriva al terzo disco soltanto se si ha uno stile (o almeno così dovrebbe essere). E la band in questione ce l’ha, con un’interpretazione del pop che incorpora elementi di rock e di elettronica ma che soprattutto si avvale di una proposta di scrittura intelligente.

Genere musicale: pop, elettronica

Se ti piace La Governante ascolta anche: Bear of Bombay

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